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Credito d'imposta

Il credito d'imposta riguarda coloro che rivendono l'immobile acquistato usufruendo delle agevolazioni previste per la prima casa, infatti  l'attuale normativa prevede la possibilità di godere di tale credito, e per far sì che questo accada è necessario che si verifichi una condizione e più precisamente che entro un anno dalla vendita venga acquistata una nuova abitazione non di lusso da adibire a prima casa. L'agevolazione che si tramuta in un beneficio "prima casa" equivale all'ammontare dell'imposta di registro o dell' IVA corrisposta in relazione al primo acquisto agevolato. Tale cifra non può comunque essere maggiore all'imposta di registro o all' IVA dovuta in relazione al secondo acquisto. Il credito d'imposta compete anche se si acquisti un'altra abitazione mediante appalto o permuta; nel caso del contratto di appalto, per usufruire del beneficio è richiesto che lo stesso sia redatto in forma scritta o registrato. Riportiamo di seguito un esempio che possa aiutarci a capire meglio il significato di quanto detto: se nel primo acquisto abbiamo pagato un'imposta di registro di € 3500,00 mentre per il secondo acquisto l'imposta ammonterebbe a € 3000,00, la differenza, ossia € 500,00, non potranno essere rimborsati.
Può usufruire del credito d'imposta anche chi ha acquistato l'abitazione con atto soggetto ad IVA anteriormente al 22 maggio 1993 (che quindi non ha formalmente usufruito delle agevolazioni prima casa) ma comunque non prima dell'entrata in vigore della legge 168 del 1982. In tal caso è però richiesto che l'acquirente, già allora, fosse in possesso dei requisiti richiesti dalla normativa vigente in materia di acquisto della prima casa. 

Come si utilizza il credito d'imposta
C'è la possibilità di utilizzare il credito d'imposta in diversi modi e spetterà al contribuente utilizzarlo nella maniera più indicata. Riassumendo si può dire che il credito d'imposta può essere usato:
  • in diminuzione dell'imposta di registro, in relazione al nuovo acquisto
  • in diminuzione delle imposte di registro, ipotecaria, catastale, dovute su atti e denunce presentati dopo la data di acquisizione del credito
  • in diminuzione dell' Irpef dovuta in base alla dichiarazione da presentarsi successivamente al nuovo acquisto, ovvero alla dichiarazione da presentare nell'anno in cui è stato effettuato il riacquisto stesso
  • in compensazione con altri tributi e contributi dovuti in sede di versamenti unitari con il modello F24 (codice tributo 6602). 
Per poter usufruire di tale agevolazione, si rende necessario che il contribuente esprima la propria volontà attraverso apposita dichiarazione da inserire nel nuovo atto di riacquisto della nuova abitazione da adibire a prima casa, specificando se intende o meno utilizzarlo in detrazione dell'imposta di registro dovuto per lo stesso atto. Se, per errore, la succitata dichiarazione non venisse inserita nell'atto notarile, è comunque prevista la possibilità di integrare l'atto originario di acquisto con la stessa. In tal caso,non è preclusa la spettanza del credito d'imposta, sempre che il contribuente sia in possesso della documentazione comprovante l'effettiva sussistenza dei requisiti. 

Quando non si ha diritto al credito d'imposta
Oltre al caso in cui il contribuente sia decaduto dall'agevolazione "prima casa" in relazione al precedente acquisto, il credito d'imposta per il riacquisto non spetta nelle seguenti ipotesi:
  • se il contribuente ha acquistato il precedente immobile con aliquota ordinaria, senza cioè usufruire del beneficio "prima casa"
  • se il nuovo immobile acquistato non ha i requisiti "prima casa"
  • se l'immobile alienato è pervenuto al contribuente per successione o donazione, salvo il caso in cui sul trasferimento siano state pagate le relative imposte.

AVVERTENZE :
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