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Borghi della Lunigiana


Borghi del Comune di Aulla ( 64 metri sul livello del mare )

Albiano Magra ( 45 metri sul livello del mare )
Posizionato sopra un colle di fronte al borgo di Caprigliola, sulla destra del fiume Magra, Albiano Magra costituiva un rilevante caposaldo per la sicurezza della Via Francigena, che qui accedeva nella valle. Albiano Magra era sede di un castello vescovile dal XIII secolo, del quale si conservano resti delle mura, e fu un possedimento malaspiniano, ma già nel XV secolo fu tra i primi borghi a darsi alla Repubblica di Firenze.

Bibola ( 385 metri sul livello del mare )
Sul culmine di una collina dominante Aulla sorge Bibola, ben visibile coi resti spuntati del suo castello attorno al quale si sviluppa e raccoglie in maniera circolare con le sue caratteristiche volte di pietra. Fu uno degli insediamenti bizantini posto a difesa del porto di Luni e andò acquisendo rilevanza con l'affermarsi della Via Francigena che toccava Bibola nella sua principale variante in Lunigiana, passando anche dal vicino castello di Burcione, oggi scomparso.

Bigliolo ( 218 metri sul livello del mare )
Bigliolo è posizionato sulla riva sinistra del torrente Taverone, nel fondo di un ampio ed antichissimo lago ricco di fossili. Le prime notizie del paese risalgono al 1181, ed in seguito fu possessione dei Malaspina, per poi essere annesso al feudo di Gragnola, ed infine al feudo di Fosdinovo. Il suo castello, di cui oggi sopravvivono la cinta muraria con le torri totalmente avvolte dalla vegetazione, decadde in quanto non forniva più difese adeguate ai tempi, ed inoltre fu assaltato da Giovanni dalle Bande Nere all'inizio del 1500 nel suo tentativo di conquista della Lunigiana. Il paese è anche noto per una specialità gastronomica, il fagiolo di Bigliolo. 

Canova ( 218 metri sul livello del mare )
Il borgo di Canova sorge tra i torrenti Bardine ed Aulella, e deve forse il suo ad un antico deposito di derrate agricole, " Caneva ". Viene nominata nel 1355 in un documento dell' Imperatore Carlo IV, come possedimento dei marchesi Malaspina di Villafranca. 

Caprigliola ( 164 metri sul livello del mare ) 
Caprigliola è posizionata su un'altura dominante le vie dei commerci che risalivano la vallata ed arrivavano fino ai porti di Luni e a Bocca di Magra. Le prime informazioni su Caprigliola risalgono al XII secolo, quando il borgo appare già fortificato e residenza estiva dei Vescovi di Luni col palazzo di cui rimangono tracce murarie e e l'elegante torre cilindrica ancora integra. Le maestose mura del borgo sono ben conservate, mentre all'interno si trovano la porta del XV secolo, stemmi medicei, maestà di marmo e meravigliosi portali.

Gorasco ( 189 metri sul livello del mare )
Gorasco si sviluppa accanto al torrente Bardine e si divide in Gorasco di Sotto e Gorasco di Sopra. Dal XV secolo fece parte fino alla rivoluzione francese del feudo marchionale di Aulla. La sua chiesa è votata a San Bartolomeo.

Olivola ( 258 metri sul livello del mare )
Posto sulla cima di una collina che presenta elementi geologici e resti fossili importanti, il borgo di Olivola si sviluppa a forma di ferro di cavallo attorno ai ruderi di un castello appartenuto per lungo tempo ai Malaspina, castello che, a causa del terremoto del 1920, collassò. Nel paese spicca la chiesa di San Michele, più antica del castello, di cui si hanno notizie già nel XIII secolo e con l'abside ricavata all'interno della torre.

Pallerone ( 72 metri sul livello del mare )
Situato sulla sinistra del torrente Aulella, Pallerone fu feudo dei Malaspina. Il borgo conserva la porta quattrocentesca che immette nel Verdentro, la parte più antica di forma circolare; verso il fiume, l'allineamento delle case rimanda all'opera di un marchese Malaspina che collocò le stalle lontano dalle abitazioni, migliorando le condizioni igieniche dell'agglomerato. Del castello resta la torre, ove è allestito uno dei più antichi presepi meccanici d'Italia, del 1935, capolavoro di arte popolare, basato su un elaborato sistema elettromeccanico e idraulico. Si è salvata inoltre la cappella Malaspina, oggi chiesa parrocchiale dedicata a Sant'Antonio, in origine votata a San Tommaso di Canterbury.

Quercia ( 181 metri sul livello del mare )
Il borgo di Quercia sorge lungo la strada per Olivola. Nel suo interno si trova un elegante palazzo, dimora nel XVIII secolo del prete Cosimo Malaspina. La chiesa del '700 ospita opere d'arte di grandi maestri contemporanei, come le tele raffiguranti San Remigio e Clodoveo. A gennaio, dal campanile scende la calza della Befana più grande del mondo, entrata nel 1989 nel Guinness dei primati con un'altezza massima di 25 metri, mentre in febbraio si festeggia la sagra del chiodo di maiale. 

Serricciolo ( 94 metri sul livello del mare )
Il paese di Serricciolo sorge nelle immediate vicinanze di Pallerone ed è ricordato principalmente per un noto locale di musica Techno-Trance che ha fatto la storia del genere in Italia ( Duplè-Duplè paura ).

Stadano Bonaparte ( 81 metri sul livello del mare )
Il borgo conosciuto come Stadano Bonaparte deve il suo nome alle origini della dinastia di Napoleone, che vengono fatte risalire proprio a questi luoghi. La frazione è raggiungibile dalla Strada Statale 62 della Cisa, imboccando un bivio sul lato sinistro della strada dopo il borgo di Caprigliola; tale bivio è invece sulla destra per coloro che provengono da Aulla, e si trova dopo aver superato il santuario della Madonna degli Angeli.   

Vecchietto ( 267 metri sul livello del mare )
Vecchietto si trova tra Bibola e il territorio del comune di Fosdinovo, lungo la variante principale della Via Francigena che da Bibola porta a Sarzana. Il paese è caratterizzato da volte di pietra e gallerie costruite per dare rifugio a pagamento alle carovane dei mercanti che percorrevano le strade che conducevano al mare. La chiesa parrocchiale è votata a San Bartolomeo.

Borghi del Comune di Bagnone ( 236 metri sul livello del mare )

Castiglione del Terziere ( 335 metri sul livello del mare )
Situato su un'altura alla sinistra del fiume Magra, Castiglione era così chiamato nell'alto medioevo dal nome della famiglia che lo possedeva; divenne poi del Terziere dal XIII secolo, in quanto terza parte dei possedimenti feudali lasciati da Obizzino Malaspina ai suoi eredi nella divisione dei territori dello Spino Fiorito. Il borgo è dominato dal castello risalente al VI-VII secolo: caratterizzato da una torre di forma quadrangolare, fu ristrutturato nel 1351 da Franceschino Malaspina. L'antica chiesa del XVI secolo fu abbandonata nel 1783 perchè pericolante, e ne restano solo alcune rovine; la nuova chiesa, dedicata anch'essa a San Leonardo abate, fu costruita subito dopo e venne conclusa nel 1787.

Corlaga ( 352 metri sul livello del mare )
Corlaga si trova a nord di Bagnone, lungo la strada che porta al paese di Vico. Al centro del borgo si trova la chiesa di San Pietro Apostolo, la cui costruzione risale al XVI secolo sulle fondamenta di una chiesa primitiva, mentre di fronte si trova ciò che in antichità era il castello di Corlaga, oggi residenza signorile. Corlaga comprende le località di Stazzone, Leugio e Agnetta, dove si trova l'oratorio della Visitazione di Maria Vergine.

Corvarola ( 320 metri sul livello del mare )
Corvarola è situata sulla destra del torrente Civiglia; il suo castello, circondato da 7 torri di cui oggi restano solo pochi ruderi, fu costruito al tempo dell'impero bizantino. La chiesa che sorge sulla collina è di stile rinascimentale, mentre nelle vicinanze del borgo si trova l'oratorio di San Rocco del XV secolo, ormai ridotto in pessime condizioni.

Gabbiana ( 383 metri sul livello del mare )
Gabbiana è formata da diverse località: Cassolana (il nucleo più importante), Grecciola, Baratti, Deglio e Favale, posti sul pendio del Monte Barca. Le origini di Gabbiana risalgono attorno all'anno 1000. Dell'antica chiesa parrocchiale restano i ruderi di una torre e muri perimetrali, mentre la nuova chiesa, votata a Sant'Andrea Apostolo, è degli inizi del 1900, con facciata romanica.

Iera ( 497 metri sul livello del mare )
Iera si trova nell'alta valle dell'omonimo torrente, a nord di Bagnone. L'attuale chiesa fu edificata nel 1652, come testimonia una lapide sul suo portale. E' inoltre presente una muraglia antica, forse un acquedotto romano allineato coi vecchi mulini azionati dall'acqua del torrente Bagnone.

Mochignano ( 414 metri sul livello del mare )
Confinante coi torrenti Bagnone e Mangiola, Mochignano è suddiviso in 4 frazioni: Mochignano di Sopra (il nucleo originario), Mochignano di Sotto o Chiesa, Cà Zani e Cà Maffei. L'origine del nome di Mochignano è dovuta alla scomparsa di un altro borgo, Paneschio, sepolto da una frana: la vicina località di Agnano divenne Monco di Agnano e quindi Moncognano, Mocognano e poi Mochignano.

Pastina ( 478 metri sul livello del mare )
Pastina si colloca sulla cima della collina retrostante Bagnone, e gode di splendidi scorci panoramici verso la valle del Magra. Delle tre cappelle esistenti, San Bernardino, Santa Caterina e Serabonzi, è rimasta solo quest'ultima, meglio conosciuta come Cappella della Madonna di Loreto, per un dipinto del 1600 che la raffigurava, ed andato rubato. La chiesa parrocchiale è dedicata a San Tommaso Apostolo e conserva un quadro sacro di autore ignoto, del primo 1700.

Treschietto ( 444 metri sul livello del mare )
Treschietto è posto in posizione strategica, a controllo delle vie che scendevano dal Monte Orsaro verso Bagnone; il suo borgo è stato ristrutturato diverse volte e presenta oggi i bellissimi ruderi del castello del XIV secolo e la chiesa votata a San Giovanni Battista del XVI secolo.

Vico ( 399 metri sul livello del mare )
Vico si trova lungo la valle del torrente Fiumenta ed è formato da diverse località: Vico Chiesa, Vico Valle, Vico Montale, Vico Canneto e Vico Monterole. La parrocchia di Vico è dedicata a Santa Maria Assunta, e viene ricordata per la prima volta alla fine del XIII secolo.

Borghi del Comune di Casola in Lunigiana ( 328 metri sul livello del mare)

Argigliano ( 378 metri sul livello del mare )
La frazione di Argigliano appartiene del territorio comunale di Casola in Lunigiana, sulla strada che conduce a Pieve San Lorenzo. Ogni anno il 20 gennaio, anniversario della morte, il Comitato per il venerabile Angelo Paoli ha organizzafo una Celebrazione Eucaristica in sua memoria nella parrocchia del luogo di nascita, Argigliano, frazione di Casola in Lunigiana. Nel 2005, il Vescovo della Diocesi di Massa Carrara-Pontremoli, Mons. Eugenio Binini, ha scoperto la statua dell'allora Venerabile. Oltre ai Carmelitani, erano presenti molti presbiteri e autorità civili della regione. Il Beato Angelo Paoli nacque il 1° settembre 1642 ad Argigliano, Italia. Entrò al Carmelo nel 1660. Si distinse nei conventi dove visse per il suo amore per i poveri. Nel 1687 fu trasferito a San Martino ai Monti, a Roma, dove svolse un ministero intenso con i bisognosi. Era conosciuto come "il padre dei poveri". Morì il 20 gennaio 1720. Il suo corpo si conserva nella basilica carmelitana di San Martino ai Monti. È stato Beatificato da Papa Benedetto XVI.

Casciana ( 450 metri sul livello del mare )
Casciana, come gli altri feudi della zona, vide dapprima il dominio Malaspiniano e quindi quello fiorentino. Nel borgo si trova la seicentesca chiesa di Sant’Andrea in stile barocco ed è caratterizzato dai frequenti bassorilievi in marmo bianco e pietra. D’estate si svolge la festa della patrona Santa Maria e nel bellissimo castagneto la rievocazione del Canto del Maggio. La Parrocchia autonoma già nel 1568 a seguito dello smembramento dalla Pieve di Codiponte, nel 1787 entrò a far parte della Diocesi di Pontremoli, passando poi a quella di Massa nel 1901.

Castiglioncello ( 528 metri sul livello del mare )
Il borgo medievale di Castiglioncello di Offiano si erge su un poggio sulla parte destra del torrente Aulella. Fondato dai Malaspina di Fosdinovo nel XV secolo, la struttura fortificata del paese è evidente nella struttura delle case in pietra, poste come cinta muraria. All'entata si trova una bella fontana in pietra e lungo la salita che porta all'oratorio un lavatoio. Da qua Castiglioncello si apre in due vie parallele ornate da bellissimi e maestosi portali. Infatti dopo essere passato alla famiglia de' Medici, molte case contadine furono trasformate in residenze signorili. Con Vedriano e la Pieve, fa parte del territorio di Offiano, toponimo che indica l'intera zona.

Codiponte ( 255 metri sul livello del mare )
A Codiponte si trova la pieve dei Santi Cornelio e Cipriano, uno dei monumenti più significativi della Lunigiana. Importante crocevia di strade che collegavano la costa con l'interno ed il Nord Italia, tra le quali una variante della Via Francigena, l'area della pieve fu sede di un Pago romano e successivamente di un villaggio. Dall'VIII secolo nella zona sorse una pieve, poi andata in rovina e ricostruita nel XII secolo in stile romanico. Fu ristrutturata a seguito di una frana del XIV secolo, mentre la canonica fortificata è il risultato dell'evoluzione e dell'ampliamento di un'antica casa torre. La torre campanaria, del XVII secolo è l'elemento più recente, se si esclude l'abside minore ricostruita nell'ultimo restauro negli anni settanta del Novecento. Nell’interno della chiesa, al di sotto del pavimento, fu ritrovata la parte basamentale di un fonte battesimale ad immersione di pianta ottagonale. La pieve ha una struttura a tre navate separate da due file di colonne dalle quali partono archi a tutto sesto e che trovano nella facciata due pilastri triangolari che ne controbilanciano le spinte. I capitelli sono molto caratteristici con raffigurazioni tratte dal bestiario medievale. Si può anche ammirare un prezioso polittico quattrocentesco con la Vergine, il Bambino, il Volto Santo e i santi Cornelio e Cipriano. I lavori di ristrutturazione nella sacrestia portarono al ritrovamento di un portale figurato con motivi di teste e margherite. Nella navata di destra emersero invece le fondamenta di una torre di difesa, rivelando così le strutture di una chiesa fortificata. Nel lato ovest della canonica sono ancora visibili due feritoie per il lancio delle frecce.
La pieve è sempre visitabile.

Luscignano ( 440 metri sul livello del mare )
Il borgo di Luscignano fu territorio dei Bianchi d’Erberia e dei Malaspina nel XIII secolo. Zona di reperti archeologici, sono state ritrovate punte di freccia paleolitiche e un villaggio bizantino del V secolo. Luscignano si sviluppa lungo il crinale della collina verso Terenzano. All'entrata del borgo si trova una vasca in marmo e un cippo commemorativo. Le vie principali del paese sono due e si congiungono nei pressi della chiesa di San Martino, dopo essere passati davanti a pregevoli portali e quella che sembra un'antica porta d'entrata. Proprio qui, tra boschi e uliveti, esistono, per fortuna, giochi e sfide che rimangono ancora vivi, nonostante l’abbandono dei centri abitati, nonostante la modernizzazione. In questa piccola frazione del comune di Casola in Lunigiana, tra uliveti e i boschi di castagni (e infatti è famoso anche per i funghi) abitata un tempo da boscaioli, carbonai e cacciatori in Agosto è vivificata proprio dalla palla al tetto, una sorta di tennis “primitivo” che si gioca però a mano nuda con una palla da tennis. Occorre forza e soprattutto, alla fine della gara, non si sprecano i… lividi.

Montefiore ( 500 metri sul livello del mare )
La frazione di Montefiore sorge a 500 metri sul livello del mare.

Regnano ( 655 metri sul livello del mare )
Situato nella parte più settentrionale del territorio di Casola, sulla riva destra del torrente Aulella, Regnano conserva tracce di architetture storiche e delle tradizioni popolari. Poco fuori dal borgo, sono visibili alcune rovine del castello di Monte Fiore, costruito dal longobardo Guiterno nell'XI secolo. Nel 1185 Federico I concesse questo feudo a Pietro vescovo di Luni, finché il suo successore lo cedette ai Malaspina nel 1202. Regnano si sottomise a Firenze nel 1477 e nel 1624 il Granduca Ferdinando II lo diede in feudo al cavalier Costanzo Belencini di Modena. Alla sua morte Regnano tornò a far parte del Granducato. Nel borgo, si trova la chiesa di Santa Margherita, con portale del 1600, che mostra alcuni elementi del suo originario impianto protoromanico del XII secolo. Secondo l'usanza diffusa un tempo in Toscana, a Regnano si canta ancora il Maggio, con canti, balli e rappresentazioni che rievocano leggendari eroi. Ogni anno si celebra la sagra del pane di Regnano, pane tipico ottenuto da un impasto di farina di grano e patate lessate, fatto lievitare con levame e cotto in forno a legna.

Reusa ( 548 metri sul livello del mare )
Reusa è un bel borgo collinare, posto lungo la strada che da Castiglioncello va a Groppolo e Terenzano, non lontano da Vedriano. Tra gli ulivi si alza il campanile della chiesa di San Bartolomeo, al centro del piccolo borgo, caratterizzato da una bella edicola rappresentante la Madonna e portali in arenaria. Reusa è nota per il ritrovamento di una statua stele, murata come ornamento in un antico arco all’interno di un giardino. Molto probabilmente si tratta della più recente delle statue stele della Lunigiana, quasi una statua vera e propria.

Ugliancaldo ( 743 metri sul livello del mare )
Il borgo di Ugliancaldo deve probabilmente il suo nome a quello di un gentilizio romano, “Ulius”. Situato a dominio delle valli dell’Aulella e del Tassonaro, si possono godere suggestivi panorami. Il feudo fu un fiorente centro artigianale, prima sotto i Malaspina di Fosdinovo e del Castel dell’Aquila di Gragnola e poi dal 1418 sotto Firenze. Luoghi di interesse sono l’antica porta trecentesca nella parte vecchia del borgo, la chiesa di Sant’Andrea del XV secolo e l’oratorio di San Rocco nel XVIII secolo.

Vedriano ( 558 metri sul livello del mare )
La frazione di Vedriano sorge a 558 metri sul livello del mare. Nella frazione di Vedriano risiedono 21 abitanti.

Vigneta ( 410 metri sul livello del mare )
Il borgo di Vigneta è sito a 415 metri slm, Ad esso si aggregano nuclei di case in pietra a vista come Castagnola e Oliva. Sono presenti un campo da tennis, e un campo da bocce.

Vimaiola ( 500 metri sul livello del mare )
Il piccolo borgo di Vimaiola è posto a 500 metri di altitudine sulla Strada Regionale 445 della Garfagnana, tra le frazioni di Sasseto e di Montefiore.

Borghi del Comune di Comano ( 530 metri sul livello del mare )

Camporaghena ( 842 metri sul livello del mare )
Ai piedi dell'Alpe di Camporaghena, tra il Cerreto e il Lagastrello, Camporaghena è un piccolo borgo rurale caratterizzato da abitazioni con bei portali, stipiti, finestre in pietra serena, figure e stemmi. Diviso in parte alta e parte bassa, il paese conserva la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, del XII secolo, sul cui sagrato si consumò un eccidio tedesco alla fine della seconda guerra mondiale. Il 4 luglio del 1944, Don Lino Baldini, parroco del paese, suonò le campane per avvisare del loro arrivo la popolazione. A causa di ciò venne ucciso sul piazzale della chiesa, dove oggi una lapide ricorda il suo gesto eroico.

Crespiano ( 360 metri sul livello del mare )
Crespiano, dal gentilizio romano “Crispus”, si trova situato alle falde del monte Linari. La sua attrazione principale è la pieve di Santa Maria Assunta, che sorge isolata nel fondovalle del Taverone, tra Licciana Nardi e Comano. Documentata per la prima volta in una bolla di Eugenio III nel 1143, la sua costruzione risale comunque a prima, come testimonia una lapide murata alla base del campanile risalente all'anno 1079 ed ora visibile all'interno della sagrestia.

Catognano ( 420 metri sul livello del mare )
Catognano si trova lungo il torrente Canalone, primo affluente del Taverone, fra i contrafforti occidentali dell'Alpe di Camporaghena e quelli della badia di Linari al confine con Fivizzano. Il borgo conserva bei portici, parti delle mura medievali e una porta d’entrata, oltre all’oratorio di San Giuseppe del 1728.

Groppo San Pietro ( 820 metri sul livello del mare )
Il borgo di Groppo San Pietro è uno dei più antichi del territorio di Comano. Quasi disabitato durante la maggior parte dell'anno, è dominato dai ruderi del castello, in posizione chiave per il controllo dei traffici che dal passo di Linari e dall’Emilia scendevano lungo il Taverone. Di origine estense, fu possedimento dei Moregnano e dei Malaspina. Fu una roccaforte dei guelfi locali, alleati con il Vescovo di Luni contro i Malaspina. Qui si rifugiarono Obizzo di Filattiera e il figlio Bernabò durante le loro lotte contro l'Impero.
Il borgo conserva anche l'oratorio dei santi Paolo e Pietro, gravemente danneggiato dal terremoto del 1920.

Lagastrello ( 1200 metri sul livello del mare )
Il Passo del Lagastrello (1.200 m) è un valico dell’Appennino Tosco-Emiliano che separa la Lunigiana dall'Emilia. Il passo si trova lungo la provinciale 74 nel comune di Comano, in provincia di Massa-Carrara, e collega la Provincia di Massa-Carrara con la Provincia di Reggio Emilia, e la provincia di Parma. Il passo di Lagastrello si trova all'interno del territorio del Parco nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano.

Linari  ( 1090 metri sul livello del mare )
Il borgo medievale di Linari è famoso per i resti dell’abbazia benedettina di San Bartolomeo, risalente all’anno Mille, a breve distanza dal centro abitato, vicino all’Alpe di Camporaghena, centro importante di soccorso per i pellegrini che si recavano a Roma. La prima testimonianza scritta risale al 1077, come privilegio dell'Imperatore Arrigo IV a favore dei marchesi Ugo e Folco d'Este, confermandone i possedimenti in Lunigiana. La maggior parte degli scritti che si trovavano nell’abbazia, si trovano ora nel convento degli Agostiniani di Fivizzano dalla fine del XVI secolo, per ordine del Papa Gregorio XIII.

Torsana ( 936 metri sul livello del mare )
Caratteristico centro di montagna, Torsana si trova a 936 metri d'altitudine e fa parte del Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano. Il borgo è immerso nel verde tra monti, colline, distese prative e valli. Il suo toponimo potrebbe derivare dalla divinità umbra e eugubina Tursa. Conserva la chiesa di San Giacomo Maggiore, del XII secolo, con la possente torre campanaria. Il colore dominante è il grigio scuro della pietra arenaria. Torsana era infatti un borgo di esperti scarpellini: architravi, portali decorati, fregi, stemmi e come in altri paesi della Lunigiana, i faciòn, grottesche figure poste sulle case per scacciare gli spiriti maligni. Da Torsana parte il percorso 106 del CAI che porta a Canale Trauli e Punta Buffanaro. Nelle vicinanze si trova un antico mulino sul Taverone.
Altre frazioni da ricordare sono Canola ( 620 metri sul livello del mare ), Casa Pelati ( 480 metri sul livello del mare ), Castello ( 605 metri sul livello del mare ),  Croce ( 605 metri sul livello del mare ), La Greta ( 370 metri sul livello del mare ), Montale ( 390 sul livello del mare ), Piagneto ( 430 metri sul livello del mare ), Piano ( 610 metri sul livello del mare ), Prota ( 480 metri sul livello del mare ), Scanderaruola ( 650 metri sul livello del mare ), Summocomano ( 655 metri sul livello del mare ),  Imocomano, La Costa.   

Borghi nel Comune di Filattiera ( 213 metri sul livello del mare )

Caprio ( 284 metri sul livello del mare )
Caprio si trova sulla parte destra dell’omonimo torrente. E' un borgo molto caratteristico e per alcuni tratti ricorda l'architettura presente a Pontremoli. Fu infatti confine dell'unico comune medievale lunigianese, delimitato "ab utroque flumine Capriae", dove l'altro torrente Caprio è l'odierno torrente Teglia. Tipiche sono le case torri medievali del borgo, come casa Moscatelli a Caprio di Sopra. Conserva bei portali in arenaria e la parte superiore presenta un borgo in galleria. La chiesa parrocchiale di Caprio si trova nella parte inferiore, dedicata a Santa Maria Assunta, lungo l'antica via Lombarda che portava al passo del Cirone. Secondo il Ferrari, prima dell'anno Mille venne donata all'abbazia di Brugnato insieme alla chiesa di Sant'Anna, oggi a Caprio di Sopra, ma anticamente annessa al castello di Sant'Anna, oggi scomparso, sulla collina a dominio dei due abitati, possedimento della famiglia feudale degli Alfieri. Caprio passò al comune di Pontremoli, circondato dai domini dei Malaspina di Filattiera, per poi confluire nel Granducato di Toscana con i Medici.

Cavallana ( 429 metri sul livello del mare )
Cavallana, nelle vicinanze di Filattiera e a poca distanza da Caprio, entrò a far parte del comune nel 1865. Posto sotto la Rocca Sigillina, conserva un bel borgo in galleria e la chiesa dedicata a San Martino. Alla fine del ponte sul Caprio dove comincia la salita per il borgo, scende un sentiero sulla sinistra che porta al torrente, dove in estate è possibile rinfrescarsi in un ambiente naturale molto suggestivo. Cavallana fu acquistata nel 1546 da Cosimo I ai conti Noceti, per incorporarlo al territorio di Bagnone, di cui fece parte appunto fino al 1865.

Dobbiana
Dobbiana non è un centro preciso, ma un insieme di località che formano il paese. Si trova appena dopo Pontremoli, sulla sinistra, verso Filattiera, immerso nella natura più incontaminata. La chiesa di Dobbiana è dedicata a San Giovanni Battista, del XV secolo, ma la chiesa primitiva risale all’XI secolo. Presenta una facciata romanica formata da bozze squadrate in arenarie e un interno di stile barocco con una grande tela del Volto del Santo, rappresentato anche nel marmo dell'altare in una statua.
Comprende le località di Arnuzzolo, Macerie, con un piccolo oratorio sconsacrato e una fontana con una bella maestà raffigurante Sant'Antonio Abate, Monti e Tarasco, quest’ultimo paesino molto suggestivo.

Gigliana ( 485 metri sul livello del mare )
Gigliana si trova a pochi chilometri da Filattiera, sulla strada per Lusignana, svoltando a destra al bivio tra Caprio e la stessa Gigliana, dopo aver superato il santuario di San Rocco. Gigliana fece parte del comune di Filattiera a partire dal 1865, staccandosi dal comune di Bagnone. Nel Medioevo, era parte del feudo dei Malaspina di Filattiera. In epoca longobarda, Gigliana era toccata dall’antica strada lombarda. Da rimarcare nel borgo, un frammento di statua stele di stile arcaico, murato nel 1749 nel campanile della chiesa di San Michele.

Lusignana
Lusignana, nella vallata del Caprio, a sinistra dello stesso torrente, è una delle più elevate località poste nel versante toscano, alle pendici della catena appenninica del Monte Orsaro. E' composta di due frazioni denominate Vignolo e Posponte. La vallata ha pascoli, prati e boschi verdeggianti, percorsi da numerosi torrentelli. Di aspetto prevalentemente rurale, il paese ha origini abbastanza antiche, specialmente, la villa di Posponte, probabilmente primo nucleo del casale di Lusignana. Già dominio del marchese Spinetta Malaspina di Fosdinovo, si diede nel 1477 alla Repubblica Fiorentina. Nel 1549 faceva invece parte del feudo malaspiniano di Filattiera del marchese Bernabò, figlio di Manfredi che la vendette a Cosimo I. La chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio si trova alle pendici del Monte Marmagna. E' posta a circa metà strada tra le due frazioni ed ha l'aspetto, nella parte esterna, di una pieve. Una data incisa sull'architrave del portale di arenaria della chiesa attuale reca l'indicazione dell'anno 1646. Nel paese si trova una raccolta di oggetti e attrezzi della civiltà contadina dell'alta Val di Caprio, intitolata a Mario Nadotti. E' visitabile agli inizi di agosto durante la festa del paese. Superando Lusignana, a controllo della strada che da Filattiera andava nella valle del Parma attraverso il passo del Cirone, troviamo i ruderi di Monte Castello, databile approssimativamente tra la metà del VI secolo e la metà del VII.

Ponticello ( 230 metri sul livello del mare )
Il borgo medievale di Ponticello risale al XIV-XV secolo e si trova a circa 3 chilometri da Filattiera, lungo l'antico tracciato della Via Francigena. Si sviluppa interamente dietro l'oratorio dei Santi Rocco e Bernardo, fondato nel 1648. La sua facciata si trovava originariamente rivolta verso l'abitato, ma nel 1819, l'oratorio venne restaurato ed ampliato con l'aggiunta della cupola coperta di rame, mentre la facciata fu costruita verso l'esterno. Da vedere all'interno del borgo caratterizzato da archi a sesto acuto, a tutto tondo e a botte, che collegano le vie e le abitazioni, la casa torre risalente al X-XII secolo, tipica abitazione fortificata a 3 locali sovrapposti con entrata situata al primo piano, a cui si accedeva con una scala a pioli retrattile, mentre attraverso alcune botole si passava agli altri vani interni dove venivano custoditi acqua e riserve alimentari. Il borgo di Ponticello si anima con la festa de "I Mestieri nel Borgo", un appuntamento che rievoca tutti i mestieri più antichi grazie all'allestimento, nelle cantine e nei “fondi” del borgo, di spazi espositivi per artigiani locali che lavorano la pietra, il vimine, il legno.

Prati di Logarghena
I Prati di Logarghena si trovano sui più alti versanti del Monte Braiola. Sono caratterizzati da spazi aperti e ondulati pianori, con viste meravigliose sulla valle del fiume Magra, sulle Alpi Apuane e sull'Appennino settentrionale.
Un tempo sfruttati per l'alpeggio del bestiame, i Prati di Logarghena sono oggi meta di gite e picnic. Tutti gli anni, ai primi di Maggio, si celebra la "Festa delle Giunchiglie", in onore al fiore che in questo mese ricopre tutti i prati. 

Rocca Sigillina ( 506 metri sul livello del mare )
Posta in posizione dominante lungo una variante della Via Lombarda per il passo del Cirone, alle falde dell'Orsaro e alla confluenza del torrente Caprio con il rio Cuccarello, la Rocca fu nel XIII e XIV secolo in continua lotta con i Malaspina di Filattiera, Pontremoli e Parma per la propria indipendenza. I signori della Rocca erano, secondo il Ferrari, feudatari minori, discendenti da un Ser Azzo o Ser Atto, capostipite della famiglia dei Seratti poi trasferitisi a Pontremoli e rafforzatisi nell'XI secolo con la decadenza del consorzio obertengo. Lo stesso nome Rocca Sigillina deriva dall'antico Rocha Vallis Azzolinae. Dopo una breve dominazione nel XIV secolo, il ritorno dei Malaspina provocò la ribellione degli abitanti che nel 1525 si diedero a Firenze. Il borgo si sviluppa dietro la chiesa barocca di San Giorgio e i resti dell’antica fortificazione. Vide il suo declino con lo sviluppo della più accessibile strada di Monte Bardone, l'attuale Cisa. Il borgo si snoda a forma di esse, creando due nuclei distinti, superiore e inferiore.
Nelle vicinanze è possibile rinfrescarsi nel torrente Caprio, nel rio Cuccarello e nelle vaschette naturali del rio Sassino.

Scorcetoli ( 202 metri sul livello del mare )
Scorcetoli si trova sulla SS 62 della Cisa, tra Pontremoli e Filattiera. Il paese venne menzionato per la prima volta nel 1063, in un documento che assegnava l'antica chiesa di San Bartolomeo, oggi scomparsa, al monastero di San Venerio o del Tino a Portovenere. La chiesa parrocchiale è dedicata a Sant’Andrea. Restaurata nel XVI secolo, con facciata e decorazioni a stucco del XVII, davanti alla chiesa si trova una statua stele posta in un’edicola. Dal territorio di Scorcetoli passava nei pressi della Magra, vicino all'attuale strada nazionale, la Via Francigena. Fino alla metà del XX secolo infatti, si trovava nei pressi del fiume Magra la chiesa di Santa Maddalena, più volte distrutta e ricostruita a causa delle piene del fiume Magra. Annessa alla chiesa si trovava nell'antichità l'ospedale di Capria, ricordato nell'estimo del 1470-71. La chiesa è stata riedificata nella vicina località Cantiere, oltre il passaggio a livello, e il 22 luglio viene festeggiata la Santa. Oltre a Cantiere, Scorcetoli comprende le località di Canale, dove si trovano i resti di un'antica casa torre e una bella villa del XVIII secolo, Ponticello, stupendo borgo in galleria, Migliarina e Monteluscio.

Serravalle ( 506 metri sul livello del mare )
Nella valle del Caprio, Serravalle è un borgo in galleria che conserva la chiesa parrocchiale di San Michele. Si trova lungo l'antica strada lombarda per il passo del Cirone, attraverso i Prati di Logarghena, luogo di gite primaverili ed estive e di sentieri del Trekking Lunigiana. Anticamente, su uno sperone dei monti di Logarghena, esisteva un castello, a dominio della suddetta via Lombarda, chiamato dai cronisti pontremolesi castello di Muceto. La fortificazione venne distrutta con l'espansione di Pontremoli verso il torrente Caprio e la sottomissione delle piccole famiglie feudali sviluppatesi nell'XI secolo con il decadere del potere imperiale.

Sorano
Poco prima di entrare nel centro abitato di Filattiera, si nota proprio sulla strada, la Pieve di Santo Stefano di Sorano sita sul percosrso dell'antica via Francigena. Risalente alla fine del X secolo, fu costruita secondo lo stile romanico su schema basilicale a 3 navate, divise da robusti pilastri circolari con capitelli monolitici appena sbozzati, e 3 absidi; la grande abside centrale è affiancata dalle due minori che mostrano, ben visibili all'esterno, evidenti segni dell'aggiunta in epoche successive al corpo originario della pieve; sul lato sinistro è presente la possente torre a base quadrata e un campanile a vela. Al suo interno è stata trovata anche una statua stele utilizzata come roccia per la costruzione delle mura, ancora visibile all'interno della pieve. Essa è stata recentemente restaurata e dotata di pannelli indicanti la sua storia.
Altre frazioni da ricordare sono Arnuzzolo ( 368 metri sul livello del mare ), Calizzana ( 355 metri sul livello del mare ), Canale ( 215 metri sul livello del mare ), Macerie ( 480 metri sul livello del mare ), Pala ( 197 metri sul livello del mare ), Rottigliana di Sotto ( 220 metri sul livello del mare ), Tarasco ( 529 metri sul livello del mare ), Vignolo di Lusignana ( 544 metri sul livello del mare ).

Borghi nel Comune di Fivizzano ( 326 metri sul livello del mare )

Agnino ( 501 metri sul livello del mare )
Sulla strada che da Fivizzano conduce a Licciana Nardi, tra la valle del Taverone e quella del Rosaro, con alle spalle le cime delle Alpi Apuane, si trova il borgo di Agnino, con i resti del castello medioevale. Il paese è diviso in quattro località principali: Castello, Villa, Piazza e Pianella.
La parte più caratteristica è Castello, con i resti della cortina muraria e torri rotonde. La chiesa di San Michele Arcangelo, nominata per la prima volta all'inizio del Trecento, si trova a Piazza, posto in alto sulla strada per Quarazzana. Anticamente il territorio fu possedimento dei Malaspina del ramo della Verrucola. Ad Agnino troviamo il pane tipico di forma generalmente rotonda, con cottura in forno a legna e l'utilizzo di crusca e farina locali che conferiscono una fragranza ed un aroma particolari.
Ogni anno si ripete la tradizionale sagra della pattona, cibo tradizionale ottenuto da un impasto di farina e acqua, disposto su foglie di castagno e cotto in forno a legna.

Aiola ( 336 metri sul livello del mare )
Aiola si trova sulla sinistra del torrente Lucido ed era anticamente sede di un castello. Fu feudo dei marchesi Malaspina sino al secolo XV e quindi della Repubblica Fiorentina con Fivizzano. Nel 1686 i Medici vi tentarono aprire una miniera di rame. Sopra uno sprone del Pizzo d'Uccello, fu edificato nel XVII secolo un eremo dedicato a San Giorgio, abitato fino alla fine del secolo XVIII.

Alebbio ( 304 metri sul livello del mare )
Alebbio si trova nella valle dell'Aulella, posto su una collina appena prima di arrivare a Codiponte. La frazione comprende anche le località di Prato e di Casette. Alebbio conserva la chiesa romanica di San Gimignano, costruita in grandi bozze d'arenaria, l'imponente campanile e tre absidi. Dal borgo si gode di uno stupendo panorama che spazia fino al castel dell'Aquila di Gragnola.

Arlia ( 494 metri sul livello del mare )
Il piccolo borgo di Arlia si trova nei pressi del torrente Rosaro. Poco distante dal paese si trova il mulino, recentemente restaurato, ad acqua a ruota orizzontale, con tre macine per le castagne, il grano ed il granturco, il magazzino ed il ricovero per i muli. Costruito nel XIX secolo, è rimasto in uso fino al 1968. Oggi è sede di una mostra permanente sui mulini della Lunigiana.

Cerignano ( 390 metri sul livello del mare )
Cerignano si trova sulla sinistra del torrente Rosaro, sulla strada che da Fivizzano porta a Terenzano. La chiesa del borgo è dedicata a San Venanzio, ma l’edificio religioso più importante è il convento de frati Carmelitani fondato nel 1568. Il ciclo di affreschi del chiostro fu dipinto da Stefano Lemmi di Fivizzano. Nel XVII secolo qui visse il Beato Angelo Paoli. Il convento venne soppresso nel 1782 dal Granduca di Toscana Leopoldo. Nel 1835 en el 1920, i grandi terremoti che interessarono tutta la Lunigiana distrussero parte il convento. Fanno parte di Cerignano le località di Colle, Maseredo, Serrarola e Motta.

Ceserano ( 245 metri sul livello del mare )
Ceserano si trova tra i torrenti Aulella e Bardine, in una zona di produzione, insieme a San Terenzo Monti e Moncigoli, del tipico vino di Fivizzano. Il borgo si sviluppa sul crinale della collina, con le case disposte ai lati della strada principale e la parte più antica raccolta intorno alla chiesa di San Bartolomeo, in posizione più elevata. Probabilmente qua si trovava l'antico castello, oggi scomparso, come potrebbe indicare la conformazione del poggio su cui si trova. Il castello forse corrispondeva alla corte di Cesare, che il marchese Alberto Rufo donò nel 1085 al vescovi di Luni. Passò poi ai Malaspina e venne rivendicato nel 1269 dal vescovo Guglielmo. Tornato sotto i Malsapina di Gragnola, Ceserano si diede quindi a Firenze. Dal borgo passava la Via Regia Militare di Fivizzano che da Caniparola e Fosdinovo passava il torrente Bardine, Ceserano, Sassalbo e Camporaghena.

Collecchia ( 234 metri sul livello del mare )
Dal borgo, guardando verso nord è possibile scorgere il Piano di Collecchia con l'Arcinaso, verso est il colle del "Montale" e la zona di "Bargia", verso ovest tutta la valle di Serricciolo e Pallerone, e i paesi di Podenzana e Bibola, mentre a sud si nota il paese di Ceserano e una magnifica vista delle Alpi Apuane. La storia di Collecchia è poco nota, si conoscono più che altro dati demografici, che però possono aiutare nella datazione del paese: 195 abitanti nel 1551, 109 nel 1745, 180 nel 1833, e 241 nel 1845. La popolazione di Collecchia si è poi suddivisa negli abitati di Montevallese (di poco più recente) e di Piano delle Fabbriche, denominato poi Piano di Collecchia (molto più recente). Della vecchia Collecchia rimangono oggi solo alcune parti delle torri difensive, a testimoniare che, un tempo, fu un borgo fortificato. Il paese si fece conoscere nel Medioevo per via della strada denominata del Sale, della quale Collecchia era una dogana. La chiesa di Santa Lucia è il principale luogo di ritrovo del paese, edificata nel 700 e restaurata qualche anno fa, il campanile, che conserva tuttora la sua antichità, fu eretto da una delle vecchie torri. All'interno della chiesa troviamo una statua del 400 di Santa Lucia in puro marmo bianco di Carrara.

Collegnago ( 558 metri sul livello del mare )
Il paese si divide in tre principali aree: Via Mezzaterra e Cimaterra, Via Moruzzolo e la Piazza e via Bodignolo e l'Afrego. L'area più alta è Cimaterra che si situa a 625 m s.l.m. mentre l'Afrego è l'area più bassa situata a circa 531 m s.l.m. Il paese è attraversato da vari canali di cui i più importanti: Vermagnula e Bedizano si dividono ulteriormente, il canale di Bedizano è il più grande ed è rinomato per la popolazione di gamberi di fiume. Le sue pozze inoltre sono molto apprezzate dalla gioventù locale in qualità di piscine. Le alture vicino a Collegnago sono note per la presenza di funghi di ottima qualità. Piuttosto rare le battute di caccia, anche se ancora presenti ingenti numeri di caprioli e cinghiali. Malgrado non presenti né attrattive particolari né luoghi di ristoro, Collegnago è una tappa imperdibile per chi svolga visite in lunigiana, specialmente durante fine luglio/ inizio agosto. In estate 2011 è stata ripercorsa la vecchia e suggestiva strada che, passando per i boschi, collega Collegnago alla vicina Verrucola, sede della famosa Fortezza della Verrucola.

Colognola ( 271 metri sul livello del mare )
Il borgo di Colognola si trova nel territorio del Pioero, alle dipendenze della pieve di Viano, confinante con Viano, Terma e Vezzanello. Il paese sorge sulla base settentrionale del Monte Sagro, lungo l’antica Via Regia Militare che porta a Modena. La chiesa di San Terenzio è nominata in una carta dell'archivio arcivescovile di Lucca dell'anno 852 e in uno scritto dell’879.

Equi Terme ( 250 metri sul livello del mare )
Situato alla confluenza del torrente Fagli con il Lucido, Equi Terme è un centro importante delle valli dominate dalle Apuane settentrionali. Il paese deve il suo nome ai bagni termali esistenti fin dall'epoca romana, particolarmente adatti per problemi dell'apparato respiratorio, della pelle, e per le malattie ginecologiche e osteo articolari. Le terme si trovano in un contesto paesaggistico caratterizzato dalle profonde e strette valli che degradano dalle Apuane, con spettacolari fenomeni d'erosione: il Solco di Equi, un piccolo canyon formato dal Lucido, e le grotte in parte visitabili: la Buca e la Tecchia, abitata sin dal periodo preistorico dall' uomo di Neanderthal. Molti reperti rinvenuti nella grotta si trovano esposti nel Museo del Territorio dell'Alta Val Aulella di Casola in Lunigiana. L'aggregato più antico di Equi è raccolto tra il corso del Lucido e il Fagli, con case in pietra e strette viuzze che conservano il fascino dei tempi remoti.
Il Museo delle Grotte
È allestito in un mulino del XV secolo, dove sono presenti dei pannelli espositivi che documentano gli aspetti del paleoambiente e dell’ambiente attuale delle Alpi Apuane e della valle del Lucido: morfologia del territorio, fenomeno carsico, caratteri delle quattro diverse acque delle terme, solforosa, salata, nera, dolce, la flora, la fauna. Inoltre illustra le ricerche naturalistiche ed archeologiche dal XVIII secolo ad oggi. Al piano terra è documentata la presenza umana e gli insediamenti paleolitici e dell’età del rame, quando la Tecchia venne utilizzata dall’Uomo di Neanderthal e da altri animali, soprattutto l’orso speleo.
La Buca di Equi e Le Grotte
L’attrazione principale del Parco culturale è la Buca di Equi e Le Grotte, studiate sin dal XVIII secolo dal naturalista Vallisneri. Si tratta di una grande cavità fossile accessibile da una bocca aperta nella parete strapiombante. Dalla Buca parte un tratto attrezzato che conduce, alle Grotte, ricca di stalattiti e stalagmiti. Si ritorna all’ingresso passando accanto ad un laghetto sotterraneo.
La Tecchia di Equi
Fuori dal museo, guardando la montagna si vede la Tecchia preistorica, oggi non ancora accessibile al pubblico, una cavità dove si ritiravano per il letargo gli orsi in epoca neanderthaliana e dove sono stati ritrovati reperti preistorici e di fauna dell'epoca glaciale, soprattutto l’orso, ma anche il lupo, la volpe, la marmotta, il leone, la lince, l’ermellino e l’aquila reale. Il rinvenimento di utensili in pietra testimonia il passaggio dell’uomo paleolitico e dell’età del rame.
Il Solco di Equi e l’Archeoparco
È un canyon naturale lungo il torrente Lucido, in cui si aprono la Tana della Volpe, dove l’uomo paleolitico seppelliva i propri morti e praticava i propri culti, la Grotta delle Felci e il Buco del Diavolo. L'Archeoparco è formato dalla ricostruzione dell'ambiente paleolitico e neolitico dove si svolge un’attività archeologica sperimentale.

Gassano ( 190 metri sul livello del mare )
Il borgo di Gassano si trova all’entrata della valle del Lucido, in direzione di Gragnola. Dal paese, dove si trova la bella chiesa dedicata ai Santi Lorenzo e Lucia, si godono stupendi panorami sulle Alpi Apuane e sullo stesso castello di Gragnola. Gassano si trova nominato nel 1393 tra le ville e castelli dei Malaspina di Fivizzano e Fosdinovo come possedimento di Leonardo, uno dei figli del marchese Galeotto di Fosdinovo, fautore del massacro dei Malaspina della Verrucola. A luglio si svolge la sagra delle anguille.

Gragnola ( 164 metri sul livello del mare )
Il paese di Gragnola è situato nella piana alluvionale dei torrenti Lucido e Aulella. Il suo toponimo sembra avere origine dal commercio del grano sviluppatosi nel paese in epoca medioevale. La data di fondazione del borgo rimane misteriosa, forse di origine romana, Gragnola potrebbe essere stato l’antico “Forum Clodii”, geograficamente mai definito con esattezza. Le prime notizie sicure risalgono al dominio della famiglia dei Bianchi di Erberia. Il grande sviluppo di Gragnola come borgo e centro commerciale avvenne attorno al 1400, con l’ascesa al potere dei Malaspina. Gragnola era cintata da mura di cui oggi rimangono solo alcuni resti lungo tutto il perimetro del paese, ad esclusione del lato sud verso Monzone, dove le stesse abitazioni avevano funzione di difesa. All’angolo della cinta muraria verso il fiume Aulella, si trovano ben conservati i ruderi di una torre. Il borgo è sovrastato dal castel dell’Aquila. Il feudo nacque da un ramo dei marchesi Malaspina di Fosdinovo con Lazzaro Malaspina, figlio di Antonio Alberico I. La sua storia è legata ad un tremendo fatto di sangue avvenuto Nel 1418, il figlio Leonardo si impossessò del castello della Verrucola facendo assassinare i propri parenti Malaspina. Rimase miracolosamente superstite il figlio del marchese Bartolomeo, Spinetta, nei confronti del quale la Repubblica Fiorentina prese le difese. Dimostrandosi indifferenti alle intimazioni fiorentine, i Malaspina di Gragnola vennero obbligati con al forza da Firenze a restituire tutti i possedimenti usurpati e anche quelli legittimi più antichi. Nel 1433, Leonardo tornò in possesso dei suoi domini. Il ramo di Gragnola continuò fino al 1642, quando il marchese Alessandro lo lasciò in eredità al Granduca di Toscana. L'opposizione dei Malaspina di Olivola fece si che il feudo tornasse al ramo di Fosdinovo nel 1644.

Isolano ( 274 metri sul livello del mare )
Isolano si trova nel territorio del Pioero, non lontano da Monzone e al confine con Terma. Si trova ai piedi del monte Spolverina tra il Lucido e la Via Regia Militare che da Fosdinovo portava a Modena. Isolano sottostava ai Malaspina di Gragnola fino a quando nel 1504 si diede con Tenerano alla Repubblica di Firenze.

Magliano ( 397 metri sul livello del mare )
Sorge su una collina che domina la vallata di Aulla, sulla sinistra del torrente Arcinasso. Signoria dei Malaspina, passò alla Repubblica di Firenze per atto pubblico del 6 marzo 1477. Il patrono è San Martino ma viene venerato anche San Remigio. Risorsa economica locale è la coltivazione di olive.

Mezzana ( 408 metri sul livello del mare )
Situata nell'alta Lunigiana, ai confini con il Comune di Casola, Mezzana è strettamente contigua al borgo di Monte dei Bianchi. Alla base del colle su cui sorge Mezzana scorre il fiume Lucido, e tutt'intorno la vista è dominata dalla presenza delle Alpi Apuane, della cui catena è ben visibile la vetta del monte Pizzo d'Uccello. È meta turistica di rilevante importanza particolarmente nel periodo estivo. Oltre al turismo una risorsa del paese è la produzione di legname, grazie alla presenza dei boschi. Tra i prodotti agricoli sono rilevanti vigneti e oliveti.

Mommio ( 713 metri sul livello del mare )
Mommio si raggiunge oltrepassando Fivizzano e il borgo della Verrucola, seguendo la statale del Cerreto. Il paese ha preso il nome dei monti che lo sovrastano, chiamati l’Alpe di Mommio, così come il torrente che lo attraversa e che in località Restì dà forma alle affascinanti Marmitte dei Giganti, forme di erosione fluviale scavate nella roccia dalle acque e dall'azione abrasiva dei ciottoli. Di forma sferica, hanno una profondità di più di un metro e diametro di una decina di metri. Le marmitte di Mommio sono più piccole delle piu famose Marmitte delle Apuane. 
La chiesa del paese è dedicata a San Martino.

Moncigoli ( 243 metri sul livello del mare )
L'antico borgo medievale di Moncigoli, allungato nell'asse della via
principale cui si accede da una porta, sorge in una zona abitata fin dall'epoca preromana. Nella Piana di Moncigoli infatti sono state rinvenute due statue stele femminili del tipo arcaico, conservate presso il Museo Archeologico di Firenze. Rimandano alla statua stele di Pontevecchio.
Le due vie principali del paese corrono parallele tra belle case in pietra, portali in arenaria e maestà murate verso la chiesa di Santa Maria Maddalena, singolare edificio a due navate, ricostruito dopo il terremoto del 1920. Moncigoli fu per secoli tenuto dai Vescovi di Luni alleati dei Bianchi di Erberia e nel XIII secolo si organizzò in forma comunale. L'antico castello è oggi scomparso e solo rimane un torrione, forse mozzato, nei pressi della chiesa.

Monte dei Bianchi ( 408 metri sul livello del mare )
Situato in bella posizione panoramica, il borgo murato di Monte dei Bianchi costituiva nel Medioevo il centro religioso dell'omonima famiglia feudale. Dell'antico monastero di San Michele, presente nei più remoti elenchi della diocesi di Luni, si conservano soltanto tracce del periodo romanico. Allo stesso modo rimangono i segni dell'antico castello che svetta sulla sommità del colle. Un primo monastero di origini antichissime esistette già dal 760 d.C., quando Ato, figlio di Eugenio il Longobardo lasciò in testamento al prete Fratellus una parte dei suoi beni per la costruzione di tale monastero. Nel 1106 poi, il Papa Pasquale II inviò un monaco benedettino, Bernardo degli Uberti, che incontratosi con i nipoti di Rodolfo da Casola ed i figli di Bosone, decise dopo le loro suppliche di costruire un monastero dedicato a San Michele. Il monastero fu retto dai monaci Canonici Regolari, o Monaci Bianchi o Rocchexiani. Da qui il nome del paese, Monte dei Bianchi. La famiglia possidente di queste terre era chiamata dei Bianchi d’Erberia, vassalli di origine Longobarda. "De Herberia" poiché provenivano da Rubiera in provincia di Modena, un tempo chiamata Herberia. Il monastero godette di un certo splendore fino alla scomparsa della famiglia tra il XIII e XVI secolo, con l’inizio del dominio malaspiniano in Lunigiana.

Monzone ( 207 metri sul livello del mare )
Il borgo di Monzone si trova arroccato su una cresta rocciosa alla confluenza dei due rami del torrente Lucido che discendono dalle Apuane. Storicamente a controllo del transito tra la Lunigiana e il Massese, è un borgo suggestivo per il suo ambiente naturale, attorno alla sommità dominata dalla chiesa dedicata a San Prospero. Monzone si divide in Monzone Alto e Ponte di Monzone, dove si trova la Villa Giannetti del XVII secolo, caratterizzata da begli affreschi tra i quali secene mitologiche del pittore fivizzanese Stefano Lemmi. Nella stazione ferroviaria si trova allestito il Museo del Lavoro, mentre numerosi sono i percorsi trekking che portano verso Aiola, Vinca e Equi Terme.

Pognana ( 377 metri sul livello del mare )
Pognana si trova sul fianco meridionale del monte omonimo, tra i torenti Rosaro e Mommio. È famosa per la pieve romanica di Santa Maria Assunta, dell’ XI secolo in stile preromanico. Di forma irregolare, sono suggestive le sculture dei capitelli. Immersa fra i cipressi, dalla pieve si gode un meraviglioso panorama della vallata sottostante e del castello della Verrucola.

Rometta ( 116 metri sul livello del mare )
Rometta si trova sulla statale 63 del Cerreto, subito dopo Soliera. Anticamente chiamata Ulmeta, il borgo conserva in parte le vestigia del suo passato medievale. Nella parte più alta del paese sorge l’originario insediamento fortificato, risalente al XIII secolo, come riporta un documento del 1231, in cui il vescovo di Luni Guglielmo e Pietro di Bernardino della famiglia dei Bianchi d’Erberia concessero a Venanzio, abate di San Caprasio di Aulla, di fortificare l’abitato. Del castello rimane oggi solo la torre, mentre la restante struttura è stata distrutta nei secoli o inglobata negli edifici adiacenti, oggi abitazioni private. Di forma rettangolare, si trovava integrata nelle mura di difesa con il compito di proteggere uno degli accessi al borgo. L’altra porta è tuttora esistente, con arco a tutto sesto e ristrutturata in periodo post-medievale. La chiesa vecchia è dedicata ai Santi Pietro e Paolo, ricordata in un documento del 1126, come “cella Ulmetae” e in uno del 1221 dove risultava dipendente dall’abbazia di San Caprasio con Aulla e Podenzana.

San Terenzo Monti ( 255 metri sul livello del mare )
San Terenzo Monti è posto tra i torrenti Pesciola e Bardine, lungo la strada che Ceserano porta a Tendola. Fu possessione dei marchesi Malaspina, anche dopo il passaggio di Fivizzano alla Repubblica Fiorentina nel 1495.
Il paese è diviso in due dalla strada, con la chiesa omonima posta nella parte alta. Secondo la tradizione, la chiesa di San Terenzo è la più antica della Lunigiana, eretta nell'VIII secolo. All’interno conserva una pala marmorea cinquecentesca di Domenico Gare e una bella Madonna col Bambino in nicchia di un altare laterale. San Terenzo fu teatro di una feroce rappresaglia nazi-fascista che costò la vita a 167 persone. Un monumento dello scultore Pietro Cascella è stato posto a ricordo della tragedia.
In località Pontevecchio, sono state ritrovate 9 statue stele, che hanno preso nome da questo luogo.

Sassalbo ( 860 metri sul livello del mare )
Situato nell'alta valle del torrente Rosaro, in prossimità dello spartiacque appenninico, Sassalbo porta nel toponimo il richiamo all'ambiente in cui è inserito, cioè i grandi giacimenti di gesso che caratterizzano il paesaggio. Un tempo l'economia del borgo era incentrata sulle attività silvo-pastorali e sugli scambi favoriti dal passaggio dell'antica via che valicava al passo dell'Ospedalaccio, comunicando la pianura Padana con il Tirreno. Il borgo si sviluppò infatti dal XV secolo, quando si stabilizzò la frontiera sul valico tra stati estensi, parmensi e fiorentini. Nei secoli la montagna colpì duramente il paese con terremoti nel 1481, 1767 e 1920. La chiesa di San Michele, che appare imponente dalla strada asfaltata vero il paese, venne ricostruita nel luogo attuale nel XIX secolo, dopo essere stata distrutta da una frana nel 1843. Distrutta dal terremoto del 1920, venne nuovamente ricostruita come appare oggi. Dalla chiesa si diramano in alto e in basso le numerose vie lastricate sulle quali si affacciano numerose case, molte delle quali ornate da bei portali in pietra arenaria e maestà e, nella parte bassa del paese, l'oratorio di Sant'Ugo, appartenente all'ordine dei Cavalieri di Malta.
Sassalbo fa parte del Parco Nazionale dell'Appennino e da qui partono e arrivano numerosi sentieri trekking, verso il Passo dell'Ospedalaccio e l'Alpe di Camporaghena. In località Frignoli si trova l'Orto Botanico, un vivaio forestale che raccoglie ambienti naturali e seminaturali. Nel giugno del 2001 Sassalbo è stato centro di un presunto avvistamento UFO, che ebbe una certa risonanza. Dopo quel singolo episodio, alcuni strani fenomeni luminosi cominciarono ad essere osservati a Sassalbo e nelle immediate vicinanze nei mesi seguenti. Quella che sembrava una casistica fenomenologica sporadica in realtà si rivelò quasi una caratteristica del luogo. Le sue case sono senza camini e si dice che sia stato costruito da un gruppo di pirati i quali, per non essere scoperti, avevano eretto le case senza camino per non tradire con il fumo la loro presenza. Un'altra versione dice che le case sarebbero senza camini per consentire ai fuochi e al fumo di seccare le castagne stese sulle grate. Fino all'inizio del secolo, Sassalbo celebrava con una funzione religiosa un remota catastrofe: la gigantesca frana che, scesa dal monte Cunella, seppellì quasi tutto il paese. Inoltre, nel 1930 si aprì una voragine dentro la quale scomparve il torrente Rosaro che tornò alla luce quattro o cinque chilometri più a valle.

Sercognano ( 256 metri sul livello del mare )
Sercognano, con la vicina Alebbio, erano possesso dei Malaspina del Castel dell'Aquila. La chiesa di San Gemignano d’Alebbio si trova nei pressi della pieve di Codiponte. Comprende le località di Prato e Mazzola.

Soliera ( 163 metri sul livello del mare )
Nella valle dell'Aulella, ai margini della Statale del Cerreto, troviamo l'antico borgo Soliera. Ricordata fin dal 998 nella cessione della sua pieve da parte del Marchese Oberto ai vescovi di Luni, Soliera è anche menzionata nel 1185, nella donazione dell’imperatore Federico I a Pietro vescovo di Luni, del castello con le sue ville e giurisdizioni. Di queste due antiche costruzioni purtroppo non rimane quasi nulla. La struttura del castello si individua nei resti delle torri, ben evidenti, e nei tratti della cinta muraria, nella quale sono state inserite le abitazioni. Pochissime anche i resti dell'antichissima pieve di Santa Maria Assunta compresa all'interno dell'aggregato. Caratteristici sono i bei portali in arenaria con curiosi fregi e decorazioni. Nelle vicinanze si trova il Santuario della Madonna dei Colli.

Tenerano ( 443 metri sul livello del mare )
Tenerano si trova al confine del comune di Fivizzano con Carrara. Era parte del feudo dei Malaspina di Gragnola fino al 1504, quando si sottomise a Firenze. La chiesa del paese è dedicata a San Michele, con un bel campanile quadrangolare. Per gli amanti delle escursioni, a Tenerano passa il sentiero che da Gragnana e Castelpoggio nel carrarino arriva fino alla torre di Monzone, da dove si gode uno splendido panorama della Lunigiana. Di notevole interesse è anche la Grotta di Tenerano, dove sono state trovate testimonianze fossili di fauna quaternaria. Da segnalare la bella località di Mezzana.

Turlago ( 666 metri sul livello del mare )
Posto tra la valla del Rosaro e quella dell’Aulella, Turlago si trova già menzionato nell'XI secolo, in un atto di donazione di Guiterno di Regnano al vescovo di Luni. Il borgo è composto da case rurali e alcune case padronali con bei portali scolpiti in pietra arenaria proveniente dalle vicine cave, stessa pietra delle colonne in arenaria della chiesa dei Santi Jacopo e Antonio di Fivizzano. Nei pressi di Turlago si trovano i ruderi del castello di Montechiaro, abbandonato a partire dal XV secolo.

Vendaso ( 740 metri sul livello del mare )
Vendaso si trova sulla destra del torrente Mommio. Nella zona sottostante il borgo, è situata la pieve di San Paolo, in stile protoromanico, già ricordata in un documento del 1148. L’edificio, ristrutturato diverse volte, presenta un’abside caratterizzata da grosse bozze di arenaria impreziosite da un elegante disegno. L’aggiunta delle due absidi laterali e la ricostruzione della facciata non ne hanno alterato il fascino, aumentato dai capitelli che cingono le colonne di arenaria dell'interno. Le fantasiose sculture rivelano un’elaborazione di motivi classici e di ispirazione longobarda: fiori di pietra e trecce viminee.

Viano ( 498 metri sul livello del mare )
Viano si trova nella valle del Lucido, antico possedimento della famiglia dei Bianchi d’Erberia. Il suo castello, di cui oggi rimane solo la torre, fu probabilmente un antico pago romano e in seguito sede dell'antica pieve. Passò poi sotto il dominio malaspiniano. Viano costituiva il centro del potere politico dei Bianchi, a cui faceva da contraltare Monte dei Bianchi quale centro religioso. Il borgo si sviluppa attorno alla torre cilindrica che sorge alla sommità del colle, dalla quale si sviluppano in maniera concentrica le case del borgo. Rimangono elementi della cerchia muraria, come la porta e alcuni caratteristici vicoli chiusi da volte. Interessante anche la pieve di San Martino, già ricordata nel 1149 come concessione ai vescovi di Luni, costruita su una chiesa romanica, caratterizzata da una facciata semplice, con il portale d’ingresso sormontato da un pregevole bassorilievo marmoreo.

Vinca ( 808 metri sul livello del mare )
Il borgo di Vinca è inserito in un paesaggio alpestre dominato dalle aguzze cime del Pizzo d'Uccello, della Cresta Garnerone e del Monte Sagro. Le ripetute contese sui pascoli con le comunità limitrofe richiesero all'inizio del Cinquecento un intervento di Niccolò Machiavelli, per conto della Repubblica Fiorentina. La chiesa parrocchiale, dedicata a Sant'Andrea, conserva tracce del primitivo impianto romanico con pregevoli sculture del XIV secolo. Durante l'ultimo conflitto mondiale, nei giorni della ritirata dell'esercito tedesco verso nord, nel paese venne consumato un eccidio di massa che decimò la popolazione. Vinca è famosa per il suo pane, di aspetto scuro e forma generalmente rotonda, cotto in forno a legna e utilizzando crusca e farina prodotta nel mulino locale.
Altre frazioni da ricordare sono Antigo ( 395 metri sul livello del mare ), Bardine ( 286 metri sul livello del mare ), Bardine di San Terenzo ( 194 metri sul livello del mare ), Campiglione-Vezzanello ( 397 metri sul livello del mare ), Casa Giannino ( 990 metri sul livello del mare ), Casetta ( 200 metri sul livello del mare ), Caugliano ( 392 metri sul livello del mare ), Cecina ( 405 metri sul livello del mare ), Certaldola-Motta ( 420 metri sul livello del mare ), Colla ( 275 metri sul livello del mare ), Cormezzana ( 173 metri sul livello del mare ), Corsano ( 403 metri sul livello del mare ), Cortila ( 225 metri sul livello del mare ), Cotto ( 506 metri sul livello del mare ), Debicò ( 270 metri sul livello del mare ), Fazzano ( 458 metri sul livello del mare ), Folegnano ( 266 metri sul livello del mare ), Gallogna ( 448 metri sul livello del mare ), Groppoli ( 300 metri sul livello del mare ), La Funicolare ( 520 metri sul livello del mare ), La Traggiara ( 300 metri sul livello del mare ), Lorano ( 358 metri sul livello del mare ), Maglietola ( 336 metri sul livello del mare ), Montecurto ( 203 metri sul livello del mare ), Montevalese ( 175 metri sul livello del mare ), Panigaletto ( 591 metri sul livello del mare ), Pian di Molino ( 210 metri sul livello del mare ), Piano di Collecchia ( 118 metri sul livello del mare ), Pieve San Paolo ( 654 metri sul livello del mare ), Pò ( 648 metri sul livello del mare ), Posara ( 217 metri sul livello del mare ), Pratolungo ( 156 metri sul livello del mNato solamente alla fine del XVII secolo, Canepari fu fondato da contadini are ), Quarazzana ( 607 metri sul livello del mare ), Serrarola ( 396 metri sul livello del mare ), Signano ( 457 metri sul livello del mare ), Spicciano ( 433 metri sul livello del mare ), Terenzano ( 531 metri sul livello del mare ), Terma ( 308 metri sul livello del mare ), Turano ( 520 metri sul livello del mare ), Uglianfreddo ai Cerri ( 603 metri sul livello del mare ), Valazzana ( 534 metri sul livello del mare ), Valle Ombrosa ( 290 metri sul livello del mare ), Verrucola ( 380 metri sul livello del mare ). 

Borghi nel Comune di Fosdinovo ( 500 metri sul livello del mare )
 
Canepari ( 430 metri sul livello del mare )
 
Nato solamente alla fine del XVII secolo, Canepari fu fondato da contadini provenienti da Ponzanello, Carignano e anche da Chiavari e dalla Francia, attirati dal fatto che lo Stato regalava questi territori a coloro che si impegnavano a bonificarli ed a coltivarli. Il nome del paese deriva dalla coltivazione della canapa che si faceva in questa zona, grazie
all’abbondanza di acqua. 

Caniparola ( 39 metri sul livello del mare )
Caniparola si trova sulla strada che s’inerpica verso Fosdinovo poco distante dalla via Aurelia. È nota per la villa Malaspina costruita nel 1724 dal Marchese Gabriele Malaspina, dove si trovava una torre eretta al tempo dei Vescovi di Luni. Gli interni spaziosi sono caratterizzati da affreschi di pittori molto attivi a Pontremoli, come Antonio Contestabile e Francesco Natali. Il vasto parco presenta un giardino all'italiana.

Giucano ( 309 metri sul livello del mare )
Giucano si trova lungo la strada provinciale Fosdinovo-Sarzana ed è un paesino caratteristico posto tra colline di ulivi e vitigni. Menzionato per la prima volta in un atto del 1201, conserva la chiesa dei Santi Fabiano e Sebastiano e il vicino oratorio dei Bianchi. Nel piazzale della chiesa si trova un palazzo con portali e finestre in marmo.

Marciaso ( 413 metri sul livello del mare )
Marciaso sorge lungo il torrente Bardine in mezzo a boschi di castagni. La sua origine è da ricercare ai tempi di Roma. Il toponimo forse fa riferimento a un console romano, Quinto Marzio, ucciso dai Liguri Apuani durante una battaglia avvenuta lungo il fiume Magra. Nel Medioevo il feudo di Marciaso fu possedimento per due terzi dei marchesi Malaspina e per l’altro terzo dei vescovi di Luni, a cui ne confermò il dominio l’imperatore Federico Barbarossa nel 1185. I vescovi subinfeudarono Marciaso ai Conti di Marciaso, nobili Capitanei, poi Cattanei. Nel 1393, nella divisione dei feudi tra i Malaspina, toccò a Spinetta Malaspina e da questo momento seguì le sorti del marchesato di Fosdinovo. Nel paese è possibile visitare la chiesa di San Bartolomeo, risalente al XVII secolo e il campanile vicino alla vecchia canonica, distrutta dalla guerra. Si tratta di una solida torre di forma quadrata alla cui sommità presenta quattro finestroni ed è dotata di tre campane. Marciaso è diviso in il borgo di Sopra, il più antico e borgo di Sotto, divisi da due strade concentriche. Marciaso è tristemente famoso per la distruzione operata dai tedeschi come rappresaglia per un attacco partigiano. I tedeschi prelevarono 36 persone del paese e minacciando di ucciderle, diedero l’opzione di far sparire il paese in cambio della salvezza della persone.

Ponzanello ( 487 metri sul livello del mare )
La prima testimonianza storica di Ponzanello risale al 1185, quando Federico Barbarossa confermò al vescovo di Luni Pietro i suoi possedimenti, citando il castello di Ponzanello. Dal 1201, il paese è organizzato in Comune e nel 1234 vennero redatti gli “Statuta Ponzanelli”. Nel 1239, Federico II scese in Lunigiana prendendo momentanea possessione dal vescovo di Luni dei castelli di Ponzanello, Fosdinovo e Vezzano. La fortificazione ritornò in mano ai vescovi solo nel 1273 e con il vescovo Enrico da Fucecchio venne ristrutturata. Nel 1307 un gruppo di canonici riuniti nel castello elesse a vescovo di Luni Guglielmo dei Frati Minori. Nel 1319 Castruccio Castracani occupò Ponzanello per poi lasciarlo ancora ai Vescovi. Nel 1482 Firenze lo cedette a Leonardo di Castel dell’Aquila ed iniziò quindi un lento decadimento, assoggettato alle sorti di Fosdinovo. Il paese è fortificato con tre portali di accesso, ancora integri, ed un quarto quasi del tutto crollato nella parte più esterna dell'abitato. La chiesa, dal cui spiazzo si scorge al fondo Tendola, è dedicata a San Martino e si presenta in cattivo stato di conservazione.

Pulica ( 441 metri sul livello del mare )
Pulica sorge alle spalle di Fosdinovo ed è ricordata per la prima volta in un atto dell’879, nel quale il vescovo di Lucca, con l'approvazione del duca Adalberto, permutava alcuni terreni suoi situati in Lunigiana. Il suo nome è probabilmente da collegare alla via pubblica, una strada di origine romana che univa Luni a Lucca, dismessa con l'apertura della via medievale per Fosdinovo. Nel 1343 Pulica venne distrutta parzialmente e saccheggiata da Raimondo di Monteverde, mercenario di Pisa. Seguì sempre il destino dei marchesi di Fosdinovo. Forse verso il 1600, l’antico castello, costruito dal Vescovo di Luni nel 1211, venne trasformato in chiesa, dedicata a San Giovanni Battista. All’interno del paese si trova un percorso dedicato al pellegrinaggio, ornato con maestà, soprattutto immagini della Madonna e dei Santi. Interessanti anche l'oratorio di Santa Maria, risalente al XVIII secolo, con campanile a vela e la cappella di San Rocco. A Pulica è stata ritrovata una tomba a capanna risalente alla metà del III secolo a.C., formata da lastre di pietra, che custodiva le ceneri conservate all’interno di un’olla coperta da una ciotola di un guerriero ligure apuano, insieme ad altri vasi e alle sue armi. La scoperta più importante è però un elmo bronzeo cornuto, ad indicare probabilmente un personaggio importante nella gerarchia militare.

Tendola ( 362 metri sul livello del mare )
Tendola si trova lungo la strada che conduce ad Aulla attraverso San Terenzo e Ceserano. La prima documentazione scritta del paese risale a una carta del 1201. Tendola albergava un ospedale, orami scomparso e di cui non rimangono notizie. A partire dal 1343, seguì le sorti di Fosdinovo.
Nel borgo oltre a bei portali in arenaria e numerose maestà, si trova un palazzo malaspiniano con un bello stemma in marmo. La chiesa parrocchiale è dedicata a Santa Caterina.
Altre frazioni da ricordare sono Caprognano ( 230 metri sul livello del mare ), Carignano ( 275 metri sul livello del mare ), Celso ( 200 metri sul livello del mare ), Colletto ( 275 metri sul livello del mare ), Gignola ( 485 metri sul livello del mare ), Paghezzana ( 225 metri sul livello del mare ), Porredo ( 210 metri sul livello del mare ), Posterla ( 413 metri sul livello del mare ), Vercalda ( 320 metri sul livello del mare ).

Borghi del Comune di Licciana Nardi ( 210 metri sul livello del mare )

Apella ( 672 metri sul livello del mare )
Il borgo di Apella si trova sulle pendici dell'Appennino, la frazione più settentrionale di Licciana Nardi insieme a Taponecco. Il borgo vide nascere l’eroe del Risorgimento al quale Licciana deve il suo nome: Anacarsi Nardi, fucilato in Calabria nel 1844 con il gruppo dei fratelli Bandiera. Inoltre nacque ad Apella anche Biagio Nardi, dittatore di Modena nella rivolta popolare del 1832, zio di Anacarsi. Apella ha una torre in posizione dominante e in corrispondenza visiva a quelle di Varano e della Torre Nocciola posta sull’altra sponda del Taverone, sopra il borgo di Cisigliana. Antico monastero, oggi è sede di un agriturismo. La chiesa di Santa Maria Assunta, posta fuori dal paese, fu costruita su una chiesa preesistente del 1187.

Bastia ( 489 metri sul livello del mare )
Bastia si trova lungo la strada provinciale 21 che da Licciana Nardi porta a Fivizzano, lungo tornanti tortuosi e in salita. Il suo nome viene dal francese “bastir”, ossia costruire, ad indicare la fortificazione del castello e del borgo. L’imponente castello del XVI secolo fu costruito sulla preesistente fortezza di Santa Caterina del XIII secolo, a dominio della valle del Taverone, ed è perfettamente conservato. Nel castello visse la marchesa Anna Malaspina, rivale della marchesa Pompaduor di Francia e sotto le sue mura venne assissinato nel 1619 Nestore Malaspina, che a sua volta aveva fatto uccidere il fratello Ippolito per il dominio del feudo. Vicino si trova la piccola chiesa dedicata a San Jacopo Apostolo, a testimonianza del legame di Bastia con Santiago de Compostela. Il feudo rimase indipendente fino al 1783, quando per mancanza di eredi passò a Claudio Malaspina di Pontebosio.

Cisigliana ( 601 metri sul livello del mare )
Cisigliana deve il suo toponimo da un antico fondo romano “Caecilius”. Si trova a tre chilometri da Bastia sul monte Bocco e sorge vicino alla Torre Nocciola, castellaro ligure o fortezza medioevale, di cui rimane solo la base.
All'ingresso del borgo si trova un bel palazzo signorile, con portale in pietra sormontato da uno stemma. Nei pressi del palazzo si trovano poche case in galleria, mentre la piazzetta è occupata da curiose opere d'arte in ferro battuto e altri materiali. In fondo al paese, dopo quella che sembra l'antica canonica, in rovina, si trova la chiesa parrocchiale di San Lorenzo, ristrutturata nel 1728 sulla preesistente chiesa romanica “cappella de Cesiliana”. In seguito alla restaurazione, la chiesa vide un cambio di orientamento e l'abside romanica fu inglobata nel fianco settentrionale.

Monti ( 170 metri sul livello del mare )
Monti di Licciana fu abitato già in epoca remota, come testimonia il ritrovamento di una statua stele di tipo B, risalente al primo millennio a.C. La stele fu ritrovata nel 1984 e venne denominata “Venelia”. Durante l'alto Medioevo, la zona compresa fra i torrenti Taverone e Civeglia fu possesso dei Conti di Moregnano. In seguito Monti divenne pieno possesso della famiglia Malaspina di Villafranca nel 1355 e agli inizi del 1400 formò un feudo indipendente. Attaccato e conquistato dai Genovesi nel 1449, restò 14 anni sotto la signoria dei Campofregoso per poi tornare ai Malaspina. Nel 1500 Monti fu incorporato nella circoscrizione del marchese Spinetta Malaspina insieme a Licciana Nardi, Panicale, Bastia, Terrarossa, Podenzana e Suvero. Dopo soli 24 anni di pace il feudo fu espugnato dal condottiero Giovanni dalle Bande Nere. Tornato ai Malaspina, nel 1638, alla morte dei Spinetta, il feudo si smembrò e Monti divenne parte del Granducato di Toscana. La pieve di Venelia, oggi chiesa di Santa Maria, è di origine antica, ricordata fra i domini del vescovo di Luni nel 998. L’antico abitato di Venelia venne raso al suola dai barbari. La pieve venne ricostruita dopo il terremoto del 1920. Cambi anteriori, nel 1700, avevano già visto il cambio dell’orientamento. L’antica l'abside in pietra serena forma oggi una cappella. Seguendo la strada a sinistra della pieve si giunge al castello medievale, circondato da querce secolari, nato sull'incrocio di due rami della via Francigena. Trasformato in residenza, con facciata seicentesca, il castello conserva ancora tracce del ponte levatoio.

Panicale ( 286 metri sul livello del mare )
Panicale è di origine molto antica e le prime testimonianze storiche risalgono agli Oberteghi, la famiglia nobile dalla quale discesero poi i Malaspina. Compare per la prima volta nel 1077 in un atto di donazione dell’imperatore Arrigo IV agli Estensi. Questi lo infeudarono ai Moregnano dell’Emilia e nel XII secolo passò ai Malaspina. Nel 1355, Panicale e Licciana costituitono un unico feudo con la famiglia Medici.
Il borgo si presenta ancora intatto nel suo impianto medievale, con la bella porta d'accesso che introduce alla piazza del palazzo marchionale preceduta dalla chiesa di San Biagio. Una volta all'interno dell'antico recinto murario, le viuzze lastricate si snodano tra case in pietra e bei portali in arenaria. Panicale fu sede di un castello ormai andato distrutto, di cui restano, oltre alla suddetta porta, i ruderi di una solida torre. Tra il XV e XVI secolo, la rocca fu trasformata in palazzo signorile della famiglia Medici.

Pontebosio ( 149 metri sul livello del mare )
Pontebosio deve il suo nome dal ponte fatto costruire dalla famiglia dei Bosi, signori della Verrucola di Fivizzano nell’XI-XII secolo, prima dell’ascesa dei Malaspina in Lunigiana. Il borgo è dominato dal castello seicentesco, caratterizzato da quattro torri quadrangolari e di proprietà privata. A ridosso della strada, poco oltre il ponte a basse arcate, che era passaggio obbligato per le pievi di Soliera e Il ponte a basse arcate era passaggio obbligato per le pievi di Soliera e Venelia si trova il Il castello di Poderetto, costruito dai Malaspina di Podenzana per constrastare i marchesi di Pontebosio, ma mai portato a termine ed oggi residenza privata. Pontebosio fu feudo indipendente a partire dal 1631 con Ludovico I Malaspina. La chiesa parrocchiale della Beata Vergine del Carmine, in stile barocco, fu costruita nel 1725 da Ferdinando Malaspina.

Taponecco ( 611 metri sul livello del mare )
Taponecco è un borgo in galleria posto alle pendici dell'Appennino. È caratterizzato da gallerie, archi, volte e numerosi portali in pietra. Dell’antico castello rimane solo la torre, che oggi ha funzione di campanile, posta in corrispondenza visiva con le torri di Varano e Nocciola. In località Cavallino di Taponecco fu ritrovata nel 1975 una statua stele maschile. Ha la testa staccata dal collo con il volto ad U stetto e lungo. L’arma impugnata è un pugnale a lama triangolare.

Tavernelle ( 412 metri sul livello del mare )
Tavernelle si trova lungo la strada che da Licciana Nardi porta al passo del Lagastrello, sul lato destro del torrente Taverone, ai piedi del monte Poreto. Il borgo è molto suggestivo, caratterizzato da portali e finestre in pietra arenaria e gallerie. Il nome deriva probabilmente dal fatto che ospitava molte taverne, essendo situato lungo l’antica via del Sale o via di Linari. La chiesa di San Rocco risalente al 1500, fu fatta costruire dalla famiglia Antonetti, in origine come oratorio, che solo nel secondo dopoguerra fu dichiarata parrocchia. Tavernelle si snoda lungo un'unica strada dove si affacciano edifici in maggioranza quattrocenteschi. Spicca una casa torre edificata nel 1516, che reca iscritta l’incisione del costruttore e della data, tale Alfonso Saffi.

Terrarossa ( 75 metri sul livello del mare )
Terrarossa, l’antica Rubra bizantina, si trova lungo la statale 62 della Cisa, tra Villafranca ed Aulla e tra il fiume Magra e il torrente Civiglia. L'antico centro si sviluppò invece sul poggio soprastante e viene ricordato già dall'anno Mille. Il castello o palazzo gentilizio, eretto da Fabrizio Malaspina, si affaccia direttamente sulla statale e fu costruito tra il XVI e il XVII secolo per motivi strategici e commerciali. Di pianta quadrata è contornato da quattro bastioni angolari. Nel borgo si trova la chiesa di San Giovanni, risalente all’anno Mille, che ha subito diverse ristrutturazioni. Conserva una pregiata acquasantiera in marmo. Il borgo è arricchito dalla presenza di palazzi signorili della famiglia Cocchi e da una lapide del letterato della stessa famiglia, Igino Cocchi. Terrarossa fu feudo dei marchesi Malaspina di Villafranca dal 1367, e dopo una divisione tra diverse linee marchionali entrò a far parte dei possedimenti di Gian Spinetta e del figlio Fioramonte. Il figlio di questi, marchese Fabrizio, divenne marchese di Terrarossa nel 1610. Nel 1599 aveva però stipulato un’accomandigia con il Granduca di Toscana e nel 1618 vendette il feudo al Granduca di Toscana Cosimo II. In seguito,nel 1628, il Granduca Ferdinando II concesse il feudo a Manfredi Malaspina della linea di Filattiera e a questi rimase fino alla morte nel 1786 di Manfredi Malaspina, nipote del sopracitato.

Varano ( 418 metri sul livello del mare )
Varano è un piccolo centro posto nell'alta valle del Taverone, un tempo importante per la sua ubicazione su una strada storica di notevoli traffici, la via di Linari o via del Sale. Fu sede della Podesteria estense nella vallata, dal 1411 fino alla Rivoluzione francese. All’interno del borgo si trova la chiesa romanica di San Nicola, arricchita da un antico fonte battesimale in pietra e un polittico del 1394 del pittore lucchese Angelo Puccinelli, raffigurante la Madonna tra San Nicola e Santa Lucia da una parte e San Michele e Sant’Agostino dall’altra. Nella parte alta del paese, in località Castello, si trova la torre campanaria, nel XV secolo torre d'avvistamento.
Altre frazioni da ricordare sono Baccana ( 460 metri sul livello del mare ), Canalescuro ( 82 metri sul livello del mare ), Corte ( 302 metri sul livello del mare ), Costamala ( 108 metri sul livello del mare ), Cuccarello ( 257 metri sul livello del mare ), Deglio, Galea ( 158 metri sul livello del mare ), Maestà dei Saldi ( 291 metri sul livello del mare ), Masero ( 112 metri sul livello del mare ), Paretola ( 457 metri sul livello del mare ), Ponterotto, Ripola ( 593 metri sul livello del mare ), Salano ( 469 metri sul livello del mare ), Villa di Panicale ( 392 metri sul livello del mare ).

Borghi nel Comune di Mulazzo ( 351 metri sul livello del mare )

Busatica ( 400 metri sul livello del mare )
Busatica è un piccolo borgo del mulazzese posto tra Pozzo e Castagnetoli, sulla riva destra del torrente Teglia, da dove si gode uno splendido panorama della piana della Magra e degli Appennini. Fece parte del feudo dei Malaspina di Castevoli, estintosi nel 1757, quando passò ai marchesi di Mulazzo e quindi nel 1814 al Duca di Modena. Il paese si raccoglie intorno alla chiesa di San Biagio, anticamente soggetta alla chiesa dei Santi Simone e Giuda di Castagnetoli.

Canossa ( 399 metri sul livello del mare )
Canossa è famosa per una statua stele scoperta il 27 marzo 1972 nella località “al monte”. Si tratta di una statua acefala e di geometria rigida, ma con un’innovazione data dalla diversa forma della punta del pugnale.
L'impugnatura ed il pomo sono caratteristici anche della altre statue, ma il corpo del pugnale è rettangolare e termina con tre cuspidi. Un’arma simile è ritrovabile anche nel frammento murato nella torre campanaria di Gigliana. Si tratta probabilmente di una statua stele del gruppo C.
L’importanza archeologica della zona si evidenzia anche dal ritrovamento di un frammento di ceramica dell'età del Ferro.

Castagnetoli ( 271 metri sul livello del mare )
Castagnetoli si trova lungo la strada che da Busatica porta a Teglia nel comune di Pontremoli. Immerso del verde dei boschi lunigianesi, il borgo si distingue per la massiccia mole dell'antico palazzo marchionale dei Malaspina. Come gli altri paesi della Lunigiana è caratterizzato da case in sasso, strette vie e passaggi voltati. Castagnetoli ha due chiese, la parrocchiale dedicata ai Santi Simone e Giuda e l'altra ai Santi Lorenzo e Donnino. Come testimonia il palazzo, Castagnetoli appartenne ai
Malaspina fino al XVI secolo, quando passò ai principi Corsini fino alla fine del feudalesimo. Il borgo è soprattutto famoso per uno strumento tipico e fondamentale della cucina lunigianese: il testo. I migliori testi provenivano da Castagnetoli, forgiati con argilla presa dalle vicine località di Vai e Frascara.

Castevoli
Il borgo di Castevoli deve il suo nome al toponimo “Casteolo”, cioè terra murata. Le prime notizie di Castevoli risalgono al 1077 con la concessione dell'Imperatore Arrigo III del paese ai Marchesi Ugo e Folco d'Este consorti dei Malaspina, ai quali Castevoli pervenne nel 1221 con la divisione tra lo Spino Secco e lo Spino Fiorito. Da Corrado l’Antico, attraverso i vari successori, il feudo arrivò fino a Cristoforo di Azzone nel 1476, per poi estinguersi nel 1757 e passare ai Marchesi di di Villafranca fino alla ribellione contro Tommaso di Villafranca nel 1794. Il borgo è caratterizato da un ingresso protetto da due porte, una delle quali conserva una maestà bassorilievo in marmo bianco composta da tre parti raffiguranti la Madonna con due angeli, e da un massiccio torrione cilindrico in pietra. Il castello, forse eretto a presidio della strada romana per Piacenza, conobbe le ristrutturazioni più importanti nel XVI secolo con Tommaso II Malaspina e la moglie Bianca Sicchi d’Aragona. Il figlio Francesco, succedutogli nel 1603, fu l’artefice del borgo murato come lo vediamo oggi. Il castello ha una grande corte interna triangolare circondata dal mastio e dalla torre collegati in un'organismo compatto. Non lontano, in località Pieve, si trova l’antica pieve di San Martino, con la bella torre campanaria a vela e l'arco a sperone a rinforzo della struttura.

Groppoli Gavedo ( 363 metri sul livello del mare )
Posto sulla sponda destra del fiume Magra, il territorio di Groppoli comprende numerose località come Gavedo, l'abitato principale con il castello e la Villa Brignole Sale, Serla, Vignabella, Cravilla e Talavorno. Si estende dai rilievi appenninici fino al Magra ed è compreso tra i torrenti Mangiola e Geriola. Il feudo nacque dallo smembramento di quello di Mulazzo alla fine del XV secolo. Propietà di Azzone Malaspina, deceduto senza eredi maschi, il marchesato passò al genero conte Landi di Piacenza, marito della figlia Briseide, che nel 1549 lo vendette al Granduca Cosimo de' Medici. Dopo una disputa legale, tornò nelle mani dei Malaspina, al nipote di Azzone Cristofano Malaspina, figlio del fratello Giovan Gaspero. Nel 1577, il suo successore Anton Maria lo vendette nuovamente al Graduca Francesco I rimanendo così in orbita medicea.
È nel 1592 quando Fernando de Medici, nuovo Granduca, vende il feudo al ricco banchiere genovese Giulio Sale insieme al titolo di marchese. Spesso lontano dal feudo, morì nel 1606 senza eredi maschi, per cui Groppoli passò al primogenito della figlia Girolama, sposata a Giovan Francesco Brignole: Antonio Giulio Brignole Sale. Ancora minorenne, Anton Giulio divenne marchese solo nel 1629. Nel 1648, alla morte della moglie Paola di Giambattista Adorno, abdicò a favore del primogenito Ridolfo Maria, morto nel 1683 senza figli maschi. Il marchesato passò al fratello Giovanni Francesco e al di lui figlio Giovanni Francesco, ricordato per il suo mal governo, fino al 1710. Fu quindi il momento del primogenito Giovan Francesco, che risiedette nel feudo e si occupò direttamente del suo governo. Giovan Francesco Brignole Sale si rifiutò di far pubblicare la legge sui feudi emanata dal Granduca nel 1749, che privava i feudatari dei loro poteri, rendendoli vassalli. Morto nel 1760 senza eredi, Groppoli passò al fratello Ridolfo Emilio Maria, a suo figlio Anton Giulio e al nipote Ridolfo nel 1803, ormai solo a titolo onorario. Nel 1806 abdicò in favore del fratello Anton Giulio, ma l'anno successivo le leggi napoleoniche soppressero i feudi. La località principale Gavedo si trova sul terrazzo naturale alle pendici del monte La Nuda, a poco più di 2 km da Mulazzo. È dominato dal castello di origine medievale, con un'imponente struttura a pianta quadrangolare e dalla seicentesca villa Brignole-Sale, poi ristrutturata nel XVIII secolo, come la prospicente chiesa dei Santi Lorenzo e Donnino da Matteo Vinzoni.
Un quadro della veduta del feudo di Groppoli di Carlo Antonio Tavella è conservata nel museo di Palazzo Rosso di Genova. In località Talavorno si trovano i pochi resti dal convento di San Benedetto, menzionato per la prima volta in un diploma del 1014. L'impianto conventuale e l'ospedale che vi era annesso nel Medioevo sono utilizzati attualmente come casa colonica, mentre la cappella è ridotta ad un rudere.

Lusuolo ( 179 metri sul livello del mare )
Lusuolo è un caratteristico borgo sulla riva destra del fiume Magra, a metà strada tra Villafranca e Mulazzo. È disteso lungo il crinale di una collina dominante il fiume Magra, ben visibile dalla statale 62 della Cisa dirigendosi verso Aulla. Il borgo e il castello rappresentano un mirabile esempio di fusione di architettura militare e civile. Lusuolo si sviluppa infatti su un'unica strada, chiusa all'estremità da due porte e protetto sui lati dallo strapiombo della collina e dalle imponenti mura. Il castello di epoca altomedievale sorse a difesa e controllo del borgo e della Via Francigena, dove questa attraversava la Magra nel sito della Chiesaccia, ancora visibile nonostante i lavori per il raddoppio della ferrovia pontremolese che l'hanno praticamente resa purtroppo inaccessibile. Per la sua posizione strategica, Lusuolo fu centro di grandi scontri che portarono più volte alla sua distruzione e ricostruzione. L’assedio più rovinoso lo subì nel 1449 dai genovesi di Campofregoso. Il castello è strutturato attorno ad un cortile centrale con pozzo sul quale si affacciano ambienti eretti in epoche diverse. Le strutture verticali sono realizzate in pietra macigno di fiume, mentre le volte a crociera e a botte in pietra tufacea. Oggi ospita il Museo dell'Emigrazione della Gente di Toscana.

Montereggio ( 651 metri sul livello del mare )
Il borgo di Montereggio sorge su un colle nell'alta valle del torrente Mangiola, lungo il tracciato di un'antica via medievale che univa il Passo dei Casoni, la Val di Vara e quella del Magra. Fece parte durante il Medioevo dell'ex feudo di Mulazzo, dal quale ebbe un lungo periodo di autonomia, nei secoli XVI-XVII, e si mise successivamente sotto la protezione del Granducato di Toscana. L'abitato si distende lungo l'asse viario in modo lineare, con una porta che distingue la parte meridionale del borgo, forse di più antica origine, riposizionata al contrario, con il bugnato verso l'interno. All'inizio del paese vi è un palazzo malaspiniano che costituisce un innesto sul primitivo castello, del quale restano due torri cilindriche inglobate nell'edificio. All'ingresso del borgo, si trova l'ex chiesa fortificata di Sant'Apollinare, molto suggestiva, dove si svolge la selezione dei sei libri partecipanti al Premio Bancarella, mentre proseguendo si trova la nuova chiesa, sempre dedicata a Sant'Apollinare. Il primo maggio si svolge nel borgo il Cantamaggio, un antico rituale di origine pagana che saluta l'arrivo della bella stagione. Uscendo da Montereggio si prosegue verso il santuario della Madonna del Monte, fondato nel 1287 da monaci benedettini. Di facciata severa e torre quadrata su quattro archi, il santuario ha all'interno una pietra con scolpite le lettere SPQR, chiaro segno di romanizzazione. È circondato da aree attrezzate per pic-nic.
Da Montereggio partivano numerosi librai ambulanti verso la pianura Padana e anche l'estero. Ogni anno si svolge tra agosto e settembre la Festa del Libro. Un monumento nella piazza del paese e il nome dato alle vie del borgo ricordano quella tradizione. A Montereggio nacque Francesco Fogolla, vescovo morto martire in Cina agli inizi del 1900 e proclamato Santo il 1° ottobre 2000.

Parana ( 684 metri sul livello del mare )
Parana si trova a pochi km dal passo dei Casoni e dal confine con la Liguria. Localita tranquilla, è immersa tra boschi di castagni e cerri, sovrastata da una pineta e bellissime piane. Come la vicina Montereggio, anche Parana è famosa per i librai che giravano l'Italia e il mondo, tra cui Emanuele Maucci, diventato editore di una delle più importanti case dell'America Latina. Nato a Parana nel 1850, nel 1869 partì per Buenos Aires, dove cominciò ad importare libri dall'Italia e facendoli tradurre allo spagnolo. Nel 1886, a Città del Messico, fondò la propria casa editoriale, allora la più grande dell'America del Sud. Trasferitosi a Barcellona, nel 1892 fondò la Casa Editorial Maucci. La chiesa del paese è dedicata a Santa Maria della Neve, la patrona è Sant'Agata, la cui festa è il 5 febbraio.

Pozzo ( 452 metri sul livello del mare )
"Uno dei paesi più belli della Lunigiana". Questo è il cartello che accoglie il visitatore arrivando a Pozzo. Sicuramente ricco di storia, il borgo si trova tra Mulazzo e Busatica, lungo la strada che porta al santuario della Madonna del Monte. Nel Medioevo fu sede del più piccolo feudo della Lunigiana con Montereggio. Si formò dopo che Morello Malaspina di Mulazzo lasciò nel 1573 ai tre figli Giovan Paolo, Francesco Antonio e al minorenne Galeazzo i propri territori. Giovan Paolo fu il primo marchese di Pozzo (1573-1584), mentre Francesco Antonio si impossessava di Mulazzo e Parana. Galeazzo rimase nel palazzo di Pozzo fino alla maggiore età, diventando poi cavaliere gerosolimitano. Con la morte di Giovan Paolo, Montereggio e Pozzo passarono ai figli Leonardo e Giulio Cesare, tutori e reggenti anche per il nipote Giovan Vincenzo, che poi divenne feudatario di Pozzo. Il figlio Ottavio fu l'ultimo marchese, morto suicida nel borgo nel 1646. Al centro del paese si trova la chiesa di San Giorgio, davanti alle vecchie mura di difesa, mentre all'entrata si trova il vecchio palazzo marchionale malaspiniano del XVI-XVII secolo, che poco mantiene delle strutture originali. Pozzo diede i natala a Livio Galanti (1913–1995), critico letterario e chiosatore delle opere di Dante Alighieri, a cui è dedicato il Museo Dantesco Lunigianese di Mulazzo.

Terceretoli
Terceretoli è un borgo isolato del comune di Mulazzo. È l'ultimo abitato di case dopo Castevoli, da dove è possibile raggiungere lungo un sentiero CAI, Parana, appena sotto il Passo dei Casoni. Terceretoli è composto da case in pietra, alcune costruite sulla roccia viva. Nonostante si noti lo spopolamento, come altri borghi lunigianesi, sono frequenti le architravi scolpite sui portali in pietra e belle maestà. Alla fine del paese si trova un oratorio con facciata a capanna, esternamente molto semplice. Tipica del borgo è la cipolla di Terceretoli, una cipolla tonda e schiacciata dal colore rosato e sapore molto forte e dolce. Raggiungendo il borgo, si apre un bellissimo panorama sul borgo e il castello di Castevoli.
Altre frazioni da ricordare sono Arpiola, Borgo ( 414 metri sul livello del mare ), Campoli ( 291 metri sul livello del mare ), Cravilla, Foce ( 517 metri sul livello del mare ), Pieve ( 409 metri sul livello del mare ), Ponte Magra ( 125 metri sul livello del mare ), Rivazzo ( 465 metri sul livello del mare ), Serla ( 220 metri sul livello del mare ), Talavorno, Terceretoli. 

Borghi nel Comune di Podenzana ( 312 metri sul livello del mare )

Il comune di Podenzana si divide in due centri principali: Podenzana e Montedivali; ognuno dei due centri è diviso in varie località.
Le principali località di Podenzana sono: Bagni, Barco, Bolignola, Bora, Capanna Battia, Campo, Calcinara, Casalina,Ceresedo, Chiesa, Cerghiraro, Cospedo, Cuncia, Faito, Ficaro, La Costa, Laghi, Lagneda, Logo, Loppiedo, Metti, Montale, Montalini, Novegino, Oliveto, Posticcio, Segalaro, Serracanda, Serracurta, Sescafale, Villa Argentina.
Le principali località di Montedivalli sono: Boschetto, Casa Borsi, Fogana, Pagliadiccio, Pianello, Genicciola, Al Piano, Sant'Andrea, Serralta, Taria, Tongaro, Prato, Serra, Croce, Vaggi, Murà, Casa Malone, Casa Magrino, Colombiera, Fontanella, Chiesa, Casa Sommo, Casa Manò.



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