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IMU ed altre tasse


LE TASSE SULL'ABITAZIONE PRINCIPALE

- IMU ( Imposta municipale unica )

Con la riforma del federalismo fiscale, è stata introdotta una nuova tassa, l'Imposta Municipale Unica (Imu), che sostituisce sia l’Irpef sui redditi fondiari delle seconde case, sia l'Ici, introdotta nel 1992 e presto diventata una delle entrate più importanti nel bilancio dei Comuni, prima di essere abolita per le prime case.
La normativa cambia dal 1 gennaio 2014, con il debutto della Iuc, che si compone di Imu, Tasi (la tassa sui servizi comunali) e Tari (la tassa sui rifiuti).
Partendo dall’Imu, dal 2015 si prevede l’esenzione per l’abitazione principale e le relative pertinenze, sempre che l’immobile non abbia le caratteristiche di lusso, quindi rientrante nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. Esenti dal pagamento Imu per il 2014 sono anche gli immobili delle cooperative edilizie a proprietà indivisa, che sono adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari. Non verseranno l’Imu anche chi abita quegli alloggi regolarmente assegnati dagli Iacp, ossia Istituti autonomi per le case popolari o dagli enti di edilizia residenziale pubblica. Esenzione anche per la casa coniugale che viene assegnata al coniuge dopo la separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, nonché gli immobili appartenenti al personale delle forze dell’ordine.

-Tasi ( Tassa sui servizi comunali )

Se da una parte sull’abitazione principale da quest’anno non si paga l’Imu, sicura è invece l’applicazione della Tasi e della Tari. Per quanto riguarda la Tasi, la tassa sui servizi indivisibili comunali (quali la manutenzione del manto stradale, la pubblica illuminazione, la fognatura, ecc.) ancora oggetto di trattative sono le aliquote e l’applicazione di eventuali detrazioni come per l’Imu. Fino a ora si sa che le aliquote, a discrezione dei singoli comuni, potranno variare tra lo 0,1 e lo 0,8 per mille e l’aumento potrà essere “spalmato” tra abitazione principale e altri immobili posseduti dallo stesso contribuente.

-Tari  ( Tassa sui rifiuti )

Sull’abitazione principale si pagherà sicuramente la Tari, la nuova tassa sui rifiuti che prende il posto della Tares, gravante in capo al proprietario quanto all’inquilino, in caso di locazione. Nello specifico, la Tari è dovuta da chiunque possieda o detenga, indipendentemente se proprietario o affittuario, locali o aree scoperte, che producano rifiuti urbani. L’aliquota, per il momento, è stabilita tra il 2,5 e il 3,3 per mille, ma varierà in base alle caratteristiche dell’immobile e del nucleo familiare, mentre per le scadenze di Tari e Tasi, il Ministero dell’economia ha affermato che dovranno esserci due rate, a scelta del comune ovvero si potrà prevedere il pagamento in un’unica soluzione, entro il 16 giugno.



Case all'estero
Con la manovra "Salva Italia" del governo Monti è stata introdotta una nuova tassa a carico di chi, pur essendo residente in Italia, possiede immobili all'estero.
I proprietari dovranno dovranno versare un'imposta dello 0,76 per cento del valore dell'immobile. Tale valore è dato dal costo riportato nell'atto di acquisto dell'immobile o dai contratti o, in assenza, dal valore di mercato dove è situato l'immobile. L'importo dovuto è proporzionale alla quota di possesso del bene.
Per evitare che l'immobile sia tassato due volte, viene riconosciuto un credito d'imposta pari ad eventuali prelievi patrimoniali applicati nello Stato in cui si trova l'immobile.

IMU su beni rurali
L'imposta municipale non risparmia il settore agricolo. Anzi, per la prima volta vengono tassati anche i fabbricati rurali, oltre ai terreni agricoli che già erano colpiti dall'Ici.

I terreni agricoli
Per applicare l'Imu ai terreni agricoli, la base imponibile è determinata assumendo la tariffa di reddito dominicale risultante in catasto al 1° gennaio del periodo d'imposta, rivalutata del 25% e moltiplicata per il coefficiente 130 (ai fini dell'Ici il coefficiente era 75).
La norma prevede un coefficiente minore – pari a 110 – per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola. Questa disposizione era già vigente anche per l'Ici, ma l'articolo 58, comma 2, del Dlgs 446/1997 (non abrogato) la precisava meglio, facendo riferimento ai soggetti iscritti negli elenchi previdenziali per l'assicurazione per invalidità, vecchiaia e malattia. La nuova disposizione è scritta in forma meno tecnica, ma molto probabilmente vuol dire la stessa cosa. La corretta interpretazione è importante, in quanto molti terreni agricoli sono posseduti e coltivati da società agricole che hanno la qualifica di imprenditore agricolo professionale (Dlgs 99/2004) e che in quanto tali hanno diritto alle medesime agevolazioni tributarie in materia di imposizione indiretta (ma l'Imu ha più natura di imposta patrimoniale). Per queste ragioni si ritiene che per i terreni agricoli posseduti da società agricole, ancorché in possesso della qualifica di imprenditore agricolo, professionale il coefficiente moltiplicatore sia 130.
I terreni situati in zone montane e di collina, invece, rimangono esclusi da Imu in quanto l'agevolazione già prevista in materia di Ici è stata confermata (articolo 7, lettera h, Dlgs 504/1992; articolo 9, Dlgs 23/2011, richiamato espressamente dalla norma istitutiva dell'Imu). L'aliquota ordinaria d'imposta è stabilita allo 0,76%, manovrabile dello 0,3% in più o in meno da parte dei Comuni.

Case e fabbricati strumentali
L'imposta municipale è dovuta anche sulle abitazioni rurali. In questo caso la rendita catastale si rivaluta del 5% e poi si moltiplica il risultato per 160; sono comprese le pertinenze (cantine, soffitte e garage). Se l'agricoltore proprietario ha la residenza anagrafica e la dimora nella casa, può invocare le agevolazioni per l'abitazione principale:
aliquota ridotta allo 0,4%, aumentabile o riducibile dello 0,2% da ogni singolo Comune;
detrazione di 200 euro per l'abitazione principale, più 50 euro per ciascun figlio, massimo otto, di età non superiore a 26 anni residente nella casa.
Se la casa non è abitazione principale, invece, l'aliquota è e quella ordinaria (ad esempio, case dei dipendenti, dei coadiuvanti dell'impresa agricola eccetera).
Pagano l'imposta anche i fabbricati rurali strumentali alle attività agricole (articolo 9, comma 3-bis, Dl 557/1993): in questo caso, l'aliquota è dello 0,2% e può essere solo ridotta allo 0,1% dai Comuni.
Per l'individuazione dei fabbricati rurali la norma non fa riferimento alla classificazione catastale; anzi, viene espressamente abrogata dal decreto salva-Italia (comma 14, articolo 13 del Dl 201/2011) quella disposizione secondo cui per il riconoscimento della ruralità occorreva la classificazione catastale nelle categorie A/6 per le abitazioni e D/10 per i fabbricati strumentali (era contenuta nel comma 2-bis dell'articolo 7 del Dl 70/2011).
Si può quindi ritenere che l'aliquota ridotta dello 0,2% spetti semplicemente per la destinazione strumentale del fabbricato alla attività agricola, quale che sia la categoria catastale; ad esempio si potrebbe trattare di impianto fotovoltaico (categoria catastale D/1) o di ufficio aziendale (A/10).

Le aree edificabili
Le aree edificabili continuano a essere imponibili in base al valore di mercato al 1° gennaio dell'anno di imposizione. È confermata la norma che prevede l'assunzione del valore catastale quando il terreno è destinato alla attività agricola a cura del proprietario coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale iscritti negli elenchi previdenziali.


ALTRE TASSE

IRPEF
E' una tassa sul reddito delle persone fisiche e si paga allo Stato in base a certe aliquote progressive stabilite dallo stesso. L'IRPEF colpisce il reddito della casa anche se non è locata ed in tal caso tale tassa è ancora più pesante. Il reddito di una casa non locata è virtuale, esiste solo sulla carta, sui certificati catastali ed è un reddito non reale.

Tassa di registro sul contratto di locazione
Con la stipula di un contratto di locazione è necessaria la sua registrazione presso l'Ufficio del Registro con conseguente pagamento di tasse e bolli.

IVA
E' l'imposta sul valore aggiunto che si paga allo Stato se si acquista un immobile da un'impresa e per il suo calcolo esistono varie aliquote a seconda che si acquisti come prima o come seconda casa: nel primo caso l'aliquota a carico dell'acquirente è nella misura del 4%, mentre per le altre abitazioni non di lusso è del 10% e per le altre abitazioni ma di lusso l'aliquota è elevata al 22%.


Tassa sui passi carrai
Tassa che si paga ai comuni per accedere dalla proprietà privata alla strada comunale con l'automobile.

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